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lunedì 24 ottobre 2011

Cremacycles Crosstoberfest 2011

Venerdì 21- Sabato 22 Ottobre 2011


"Perse, vieni in Germania!" Il mio manager Spiedo ha in mente di andare alla trasferta in Baviera presso lo showroom di Crema Cycles, dall'amico Ken Bloomer. Come si può dirgli di no.
Sono parecchio eccitato per l'evento, non vedo l'ora di iniziare la stagione crossistica, che tante emozioni mi ha regalato l'inverno scorso.

Al momento però non ho a disposizione la bici. Contatto quindi Alessandro di Pitz Cycles, per il quale avrò modo di correre anche quest'anno, per chiedergli la famosa Pitz! dalla livrea bianca e rossa.
In un lampo, Alessandro si precipita a Cremona per consegnarmi il mezzo con cui correrò quest'anno e preparato lo zaino con lo stretto necessario per la toccata e fuga in Germania, nel pomeriggio di venerdì, parto alla volta di Eisenberg, a circa 500 km di strada da Cremona. Spiedo si sobbarca sempre il gravoso compito di scorrazzarci in giro per il mondo... Grazie. Formiamo un bel gruppo: io, Spiedo, Bob, il Vigno, Ghido e da Verona Mario, Paolo, Martino, e Paulo da Vicenza, con moglie e figlie.
Il viaggio è lungo: si ride e si scherza commentando la performance di Belen, il tempo passa, ci si ferma a mangiare, ci si riempie la pancia e si riparte. Arriviamo al confine con l'Austria, Innsbruck, poi il Fernpass ed infine la Germania. Alle 22 e mezza siamo arrivati: non si scorge nulla all'esterno per il buio profondo che ci circonda. Le temperature sono molto più rigide rispetto all'Italia, e ci rifugiamo volentieri in casa al calduccio. Poi dopo qualche birretta ed un po' di cioccolato ci fiondiamo sotto il piumone. Notte.

La sveglia è traumatica. Il megafono di Mario viene attivato all'improvviso nel silenzio più completo dal diabolico Vigno, che poi si fa quattro crasse risate. Spiedo cerca di riprendere sonno, ma ormai è troppo tardi, la miccia è stata innescata ed i Lobos presto si ridestano dal letargo. Il bagno viene preso d'assalto e si accende la tele su programmi improponibili: folli collezionisti di scorpioni, pantere al guinzaglio e  altra robaccia del genere... molto meglio andare a metter qualcosa sotto i denti!
C'è di tutto sul buffet e così la colazione prende le sembianze di un vero e proprio pranzo.
Ci troviamo in un posto bellissimo: il paese è tranquillo, campestre, ordinato, pulito. Una gemma circondata da bellissimi verdi prati e boschi variopinti. L'aria è fresca, pulita, ossigenata: ci sentiamo rivitalizzati anche se non abbiamo molta voglia di toglierci il piumone di dosso. Si gela.

Passeggiamo per il paese: sui cartelli sono indicati diversi percorsi ciclabili; in effetti viene proprio voglia di prendere la bici e mettersi in strada per andare a vedere più in là, per scoprire qualcosa in più...
Questi sono posti ideali per il cicloturismo, e per trascorrervi una bella vacanza in tranquillità. Purtroppo la nostra permanenza è davvero breve.
Dopo un primo giretto esplorativo a piedi, andiamo a provare il percorso: molto corto, troppo corto... decisamente. Probabilmente è l'abitudine ai magnifici tracciati di Spiedo e company, ma non trovo un granché questa tracciatura. Magari lo spazio messo a disposizione era quello e da parte dell'organizzazione non si è potuto fare di più.

Il nostro gruppo si prepara alla gara ed il coach Vigno inizia a darci i suoi consigli, studia l'avversario, va a spiare il rapporto utilizzato dal ragazzo col codino; colui che può darci del filo da torcere, meglio tenerlo d'occhio... un'alone di mistero avvolge il corridore, sui suoi polpacci ha tatuato i teschi di tutti gli avversari che è riuscito a strapazzare nelle corse disputate finora...
Il Vigno ed uno Spiedo troppo stanco per affrontare la gara per intero, ci assisteranno in caso di necessità, aggiornandoci sulle nostre posizioni: che professionalità!
Pronti attenti e via, iniziamo a pedalare nel verde prato, che imprigiona le nostre ruote e ci fa faticare nella salita che porta sul breve tratto di carrabile sterrata. Un susseguirsi ravvicinato di curve, tornanti, brevi discese, barriere, che qualcuno riesce a superare in sella. Io non mi avventuro in manovre azzardate, preferisco smontare e saltarle. Il primo giro se ne va, ma chissà quanti ne completerò in quarantacinque minuti di gara. Sono nelle prime posizioni, e spingo per rimanere il più vicino possibile alla testa della corsa, ma giro dopo giro vedo allontanarsi il trio in testa.
Ad ogni passaggio il Vigno mi aggiorna sulla classifica e mi viene da ridere: in verità non mi interessa molto. Ed il corridore col codino? Quello che correva in single-speed e con il quale mi sarei dovuto confrontare? Dopo qualche giro lo doppio: la sua andatura è turistica, oggi non può nuocere a nessuno, per questa volta mi va bene.
Ho una sete tremenda, vorrei bere dell'acqua, ma le bici da ciclocross non sono munite di portaborraccia; chiedo dunque ai box e Spiedo, il giro successivo, mi allunga una bottiglietta.

Curva di qua, spingi di là, salta la barriera, zompa in sella, lanciati in picchiata e ad un certo punto sento la ruota dietro muoversi; qualcosa si è allentato, un bullone del mozzo non era stretto bene.
Chiedo ai box se c'è la possibilità di intervenire con una chiave a brugola, altrimenti proseguo così, la bici continua ad andare avanti, devo solo stare un po' più attento e delicato...
Invece i meccanici ai box sono efficienti più che mai ed il guaio viene risolto all'istante. Riparto e via! Ora però comincio ad averne un po' le scatole piene di questo continuare a girare: in cinque minuti ti ritrovi nello stesso punto, a ripetizione... cerco di non pensarci e mi limito a pedalare.

Al di fuori delle fettucce si trovano dei fotografi, gente che incita, applaude, se la ride, e noi all'interno a sputare sangue...
Dai Dai! Il terzo è poco più avanti, continua ad incitarmi Vigno, ma ho già speso molto, e c'è da considerare il fatto che sto correndo in single speed.
Finalmente si arriva, e tiro un bel sospiro di sollievo: "sunti fiac!"

Una bella gara, alla fine ci siamo divertiti, ed ora un po' di relax.
Prima una bella doccia calda, poi il buffet: minestrone, pretzel, ottima birra e frutta.
Poi Ken chiama tutti a sè e classifica alla mano chiama i corridori che si sono distinti durante la corsa. Dei graditissimi premi mi vengono consegnati per la mia performance in single speed: una bellissima maglia Biciclista, un pregiato nastro manubrio oltre alla targhetta ricordo della manifestazione.

Terminate le premiazioni, piuttosto frettolosamente siamo dovuti ripartire per rientrare in Italia ad un orario   umano. Ognuno per la domenica aveva un impegno: chi con un matrimonio, chi col catechismo, il sottoscritto con un mini raduno BdB.
Sarebbe sicuramente stato bello rimanere ancora un po', ma mi sono ripromesso di ritornare in questi bei luoghi con la mia bicicletta, in viaggio, su e giù per le verdi montagne bavaresi.
Col mese di Novembre ha inizio la nuova serie ciclocross organizzata dai Los Lobos della Bassa, appuntamenti a cui non posso assolutamente mancare; estate o inverno è sempre tempo di pedalare.

Un sentito ringraziamento a Spiedo e a tutti i Lobos che mi hanno fatto ridere in questi giorni.
Tante grazie anche a Ken per aver organizzato l'evento e averci ospitato tanto calorosamente.
A presto

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Cremacycles Crosstoberfest 2011, un set di uk. su Flickr.

Ecco qui le magnifiche foto di Martino:

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Crosstober Fest, un set di marticarving su Flickr.
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