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martedì 11 ottobre 2011

Il Fuoco - Pedalando verso Dosso Piemp

Sabato 8 Ottobre 2011

Salsa Fargo, Singular Peregrine, due bici per macinare chilometri: asfalto - quando non ci sono alternative - e tante, tante sterrate. Le sterratone, come le chiamiamo noi; carrabili larghe, spesso ex strade militari che salgono con pendenze mai impossibili.

Era un po' di tempo che io e Dario pensavamo di fare un giro di questo tipo, io col carrellino e Dario? Purtroppo alla sua splendida bici mancano le borse, quindi ha qualche difficoltà in più, rispetto a me, per il trasporto di tutto il necessario per bivaccare. Con un portapacchi quick release che torna sempre utile ed il suo zainone della Vaude, riesce a trasportare tutto l'occorrente per questa volta, poi si attrezzerà anche lui.

La meta di quest'oggi è il Rifugio/Bivacco di Cima Piemp a 1151m. Dario chiama il gestore per informarsi sulle dotazioni del bivacco. Risposta: "Mancano i materassi perché i vandali li tagliavano, per il resto c'è tutto!" Meglio così, penso. In un'altra occasione Wilmer e Dario, presso un bel bivacco d'alta quota, avevano potuto cucinare una bella minestra di riso grazie al fornello in dotazione, e alle pentole.

Bene. Questa volta le minestre in busta sono vietatissime! Ci prepariamo il minestrone una volta arrivati al rifugio; così è deciso!

Partiamo sabato mattina presto da Vobarno, dopo esserci riforniti di pane, frutta, verdura, formaggi... per  colazione c'è il latte, che magicamente si miscelerà al caffè fatto con la moka in dotazione al Rifugio; noi abbiamo i biscotti ed un paio di torte. Nelle borse, oltre ai vestiti di ricambio, c'è il sacco a pelo ed il materassino per la notte. Le temperature sono scese bruscamente in questi ultimi giorni e quindi dobbiamo essere pronti per coprirci bene sopratutto la sera e la mattina. Comunque davanti al fuoco di sicuro si starà al calduccio, basta avere un accendino ed il gioco è fatto, per il fuoco ci pensa Dario.

Vobarno, Eno, Cavallino. Il cielo sopra di noi si apre, il sole spunta finalmente dai profili delle montagne attorno a noi, e ci si riscalda. In salita arranco un po', il peso del carrello è notevole, le sacche rigonfie sono al massimo della loro portata. Pazientemente, senza forzare l'andatura, raggiungiamo Coccaveglie, ed iniziamo a percorrere la strada sterrata verso i Fienili del Los. I panorami sono splendidi, il cielo è terso, e si vede in lontananza con grande chiarezza, riusciamo a scorgere nitidamente anche gli Appennini.

Saranno davvero loro? Possibile? Sembrano così vicini...
Mangiamo un panino, una mela, bisogna riprendere un po' di forze per proseguire nel nostro cammino. Scendiamo a Capovalle, la strada sterrata non presenta insidie con una mountain bike, ma con la Peregrine montata da turismo, con i parafanghi, le gomme strette, il carrello extra-carico, la situazione si complica un po'. Dario fila come una scheggia e mi deve aspettare.

(©Dario Gnali)
Nel bel paesino di Persone sarei tentato di fermarmi presso una trattoria per mangiare un boccone, dalla porta fuoriescono dei profumi di cucina davvero invitanti. Invece proseguiamo ancora un po', fino alla fontana, sotto ad un maestoso faggio; proprio un bel posto dove fermarsi per mangiare il panino.

Scendiamo a Ponte Franato e poi arriva la salita dura, il fondo in qualche tratto è particolarmente smosso, faccio fatica ad avere trazione, ma con impegno faccio tutto in sella. Sono soddisfatto!
Presso i primi fienili di Rest, sotto alcune piante di Noce, scorgo dei bei gusci, alcuni forati dagli animali del bosco, altri sono intatti. Provo ad aprirne uno, ne assaggio i gherigli, fantastici. Inizia la scorpacciata. Questa si che è frutta fresca!

Le rampe di Denai sono toste; ricordo di essere sceso a piedi questa estate, prima di affrontare la lunga salita per il Tombea. Questa volta mi faccio forza e riesco a concludere in sella anche questo tratto. Fino a Passo Puria c'è ancora salita, ma la strada è veramente bella, fatta col cuore. Dario prosegue più velocemente rispetto al sottoscritto, e dopo qualche tornante lo vedo là, agitare le braccia esultante per il giro che stiamo facendo. Proprio una bella escursione davvero.

(©Dario Gnali)
L'aria è fresca, il sole scalda ancora bene, un mix energetico che rende la tua vita frizzante, il tuo bagaglio meno pesante. Ogni tanto penso alla mia spesa, alle verdurine che ho acquistato con un bel preciso scopo: il minestrone! Ho tutto il necessario. Dai che manca poco.
Ancora qualche strappetto - comunque mica da ridere - e giungiamo al Rifugio.
C'è un' auto parcheggiata nelle vicinanze, prima della sbarra che separa l'ampia area del Piemp dalla strada asfaltata che giunge fin qua.

Non rimaniamo affatto sorpresi nel vedere un nutrito gruppo di merenderos cazzeggiare vicino ai loro vuoti di birra, storditi dall'unica cosa che riesce ancora a farli viaggiare un po'.. l'erba di casa loro.
Penso alla distanza intergalattica che mi separa da loro, dal loro modo di passare il tempo, di divertirsi. Il Rifugio è in disordine, ma fortunatamente viene ripulito dal gruppo di ragazzi in partenza. Con disappunto noto che i vetri ed i rifiuti vengono gettati nei bidoni messi a disposizione dal Rifugio e non portati a valle; in fondo in macchina un paio di sacchetti non sarebbero sicuramente di peso. Cattiva educazione anche in questo caso, ma forse è già tanto che non siano finiti per terra nel bosco...

Mi spoglio, mi lavo, mi cambio ed mi sposto subito nel bosco per raccogliere la legna. Nel rifugio non è presente un fornello quindi bisogna arrangiarsi col camino. In un sacchetto metto delle foglie e piccoli rametti, utili per le fasi iniziali, successivamente inizierò a cercare dei rami di maggiore spessore per il mantenimento del fuoco. Sono ancora intento nella raccolta quando arriva Dario ansimante: ho dimenticato l'accendino!

Non so che fare, ho in mano dei tronchi: potrei stordirlo e gettarlo nel bosco in sacrificio gradito a Dio onnipotente! Ma come! No! Invece sto zitto, o forse bestemmio, non ricordo. Ho visto il mio minestrone smaterializzarsi davanti ai miei occhi.

"Ma il Rifugio non ha dei fiammiferi in dotazione?"
"Non c'è nulla!" Risponde Dario "Né fiammiferi, né pentole, né posate... nulla di nulla"!
Ma come! Ma no! Ma non avremmo dovuto trovare tutto? Non voglio credere alle mie orecchie e mi sposto con Dario all'interno per verificare di persona che il Rifugio Piemp è sprovvisto di qualsiasi cosa utile a chi cerchi rifugio. Cè il vino rosso, quello c'è! E della Vodka avanzata dai merenderos, le pentole invece no...

Penso quasi di scendere al primo paese per procurarmi qualcosa, ma è troppo giù, per il fuoco bisogna attendere pazientemente l'arrivo di Vito ed Elena, questa notte.

Continua...
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