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mercoledì 12 ottobre 2011

Il Ricongiungimento coi BdB - Ritorno a casa

Domenica 9 Ottobre 2011

Il fuocoooo! Sob.
Mestamente, un po' per placare la mia sete di vendetta, apro una lattina di coca-cola, e mi metto a sgranocchiare qualcosa, un panino, un freddo panino... stasera va così.
La mia irrequietezza non ha fine, sono agitato, mi alzo continuamente, con la speranza di trovare da qualche parte un fiammifero, un accendino..

Vado all'esterno dove sono presenti due grandi focolari per le grigliate, prendo la paletta e scosto la cenere: tutto è freddo, morto. Sob.
Rientro all'interno, ripeto il gesto di prima rovistando tra la cenere del camino e miracolo, c'è ancora una brace viva! Le do aria, le avvicino i piccoli legnetti e le foglie raccolti in precedenza. Sono eccitato, esaltato, un po' in panico, ma ormai è fatta: abbiamo il fuoco!

(© Dario Gnali)
Mancano comunque le pentole. Sob.
In questo Rifugio non c'è proprio un cazzo! Se l'avessi saputo, avrei sicuramente portato qualcosa, ma a detta del gestore, a parte i materassi "C'era tutto", vai tu a pensare che in verità non ci sia proprio nulla...
La coca cola è finita, col coltellino taglio a metà la lattina e vi ricavo un bicchiere.
Metto subito a scaldare le varie lattine di legumi che abbiamo acquistato: le lenticchie, un mix bonduelle di  piselli e carote. Mangiare qualcosa di caldo è tutta un'altra cosa, soprattutto quando le temperature in autunno cominciano a scendere.

Terminati i legumi, utilizzo i barattoli vuoti per cucinarvi le patate, con il fuoco ci si diverte anche se a volte ci si scotta le dita. Io e Dario passiamo il tempo mangiucchiando, piluccando, sorseggiando birra; finita una lattina, nasce una pentola. Ogni tanto usciamo a fare un giro, a guardare le stelle, la luna, il lago con tutte le sue costellazioni di paesini. Raccogliamo legna per fare un po' di scorta, intanto che aspettiamo l'arrivo dei nostri amici Vito ed Elena, che stanno salendo in notturna.
Guardiamo l'orologio con un po' di preoccupazione: sono le 22:30 e non sono ancora arrivati. Da Tignale a quassù non ci si impiega così tanto, dove saranno finiti...
Finalmente, quasi a mezzanotte, arrivano; con le luci, le bretelle riflettenti, grossi zainoni e l'accendino; ma ormai non serve più! Facciamo un tè in un padellino portato da Elena, poi rimaniamo per diverso tempo incantati davanti al fuoco, a scaldarci. Fino all'ora del riposo.

Mi premuro di barricare la porta del retro sprovvista di serratura; non si sa mai che arrivi qualcuno nel bel mezzo della notte, per fumarsi qualcosa e fare casino, sarebbe una bella scocciatura. Fortunatamente la notte fila via liscia, al calduccio, nei nostri sacchi a pelo, e veniamo svegliati con le prime timide luci del giorno da uno scoiattolo che si diverte a correre sul tetto. O forse era un topo? ; D

Appena in piedi, mi metto all'opera per riaccendere il camino, purtroppo all'esterno soffia un forte vento, la canna fumaria è fredda e non riesco ad evitare che il fumo invada la stanza. Colazione con latte e biscotti e poi si cazzeggia: si, questa mattina abbiamo un sacco di tempo libero, in attesa che arrivi un gruppetto di BdB casualmente da queste parti. Passiamo il tempo ovviamente accanto al fuoco, mangiucchiando, improvvisandoci chefs alle prese con cipolle gratinate flambè. All'esterno si va per fare legna, scattare foto, coricarsi nel prato al sole. Quando però si alza il vento... sono brividi lungo la schiena e si corre velocemente al riparo.

Il primo ad arrivare è Wilmer, una sorpresa (non il fatto che fosse arrivato primo, ma la sua presenza). Gli corriamo incontro per dargli il benvenuto. A ruota tutti gli altri: un ciclista di Mantova, Mabande, Gigi, il Lonfo, Giani. Portiamo loro in dono delle cipolle flambè, formaggio alla griglia, sedano bianco con ricottina. La birra invece è finita da un po'...

(©Elena Buizza)
Passiamo qualche momento a chiacchierare, intanto che il fuoco scalda i panini e fa colare altro formaggio. Purtroppo però non avremo occasione di pedalare assieme, dato che io e Dario dobbiamo per forza di cose rientrare a Vobarno e quindi percorrere strade differenti. Tutto è programmato, e dopo aver sistemato le ultime cose e riordinato il Rifugio, salutiamo il Piemp e riprendiamo a pedalare verso casa. Un ritorno con un pizzico di explo in zona Costa, tanto per gradire. Una piacevole scoperta, con scorci fantastici sul lago di Valvestino. Poi una volta giunti a Capovalle, transitati per il Santuario della Madonna di Rio Secco, scendiamo ad Eno ed infine a Vobarno.

(© Dario Gnali)
Il week end ci ha entusiasmato, un'escursione bella, lunga, intensa. L'avventura è proseguita al Rifugio Cima Piemp, alla ricerca del fuoco. È grande la voglia di pedalare assieme, di far girare le nostre ruote verso qualche rifugio, bivacco, per poi ritrovarsi davanti al fuoco, a mangiare patate e bere in allegria. Quanti bei momenti spensierati. Non abbiamo bisogno di erbe per gustarci la vita, basta una cipolla flambè per farci perdere la testa...
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