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venerdì 11 novembre 2011

Touring - il ponte del 1 Novembre - Lessinia Lobos

Domenica 30 Ottobre 2011

Porto indietro l'ora e penso a dormire. Ho molto tempo a disposizione per riposarmi, fin troppo.
Sulla mia testa i rumori sono finiti, ciò significa che i bambini sono andati a letto, mentre i grandi continuano a rumoreggiare nella sala da pranzo sottostante. Nel giro di pochi istanti sono nel mondo dei sogni.

Dopo il buio della notte, al giungere dell'alba, una sottile lama di luce attraversa la stanza da letto, guardo l'ora e mi volto nuovamente tra le coperte. Il sonno ormai se n'è andato, è ora di alzarsi e prepararsi per la giornata che verrà.

La colazione è abbondante, mi sazia e mi rifornisce di energie. Sono pronto per il giro in Lessinia con i Lobos. È una bella sensazione trovarsi già nel luogo del ritrovo, pronti, freschi, riposati.
Saluto la gentile signora dell'agriturismo ed inforco nuovamente la bici, faccio pochi metri, scendendo verso la strada principale, mi giro, ed ecco scorgo un nutrito gruppo di bikers affaccendati nei preparativi: scarica la bici dall'auto, monta le ruote, gonfiale, prepara lo zaino, vestiti...

Saluto tutti i partecipanti al giro organizzato dal mitico "Baffo" e mi faccio già un'idea di come sarà questa giornata: sicuramente fantastica. Il meteo è ottimo, e il sole incomincia a scaldare l'atmosfera. La partenza è in salita, uno smacco per i nostri muscoli addormentati. Sveglia, sveglia! È ora di spingere!
Antonino cerca di rompere il fiato ingranando l'ultimo rapporto del suo pacco pignoni, un 36T molto più simile come dimensioni ad una lama circolare di una segheria che ad un ingranaggio.

Io lo vedo solo faticare con quella combinazione: speriamo riesca a rompere il fiato alla svelta altrimenti ci resta...
Ho lasciato le borse alle macchine, rimandando a sera il pensiero del trasferimento a Riva del Garda. Voglio pensare esclusivamente a divertirmi con i miei amici e a trascorrere una giornata piacevole e senza preoccupazioni. Sono circa le 10 del mattino e mentre procedo in salita, sento il calore del sole sulle spalle, si entra nel bosco, poi discesa pietrosa. Con un'altra bici scenderei come un fulmine, con la Peregrine non è così semplice, ma vedo altri in difficoltà; le pietre smosse sono temibili, basta un sobbalzo di troppo, un ruzzolamento improvviso e si finisce in terra. Fortunatamente senza rompere nulla, vero Zio? Solo un graffio sulla gamba, ma col bottino intatto nella borsa. Bella la touring dello Zio, d'un verde antico, componentistica raffinata e ricercata, di gran classe.

Spiedo urla "Perse sei una bestia!", nel vedermi scendere senza timore delle pietre, controllando l'anteriore che scarta a destra e a manca sul viscido. Piuttosto son preoccupato di non rompere nulla, visto che i cerchi sono piuttosto delicati, devo prestare la massima attenzione, e non esagerare.
Siamo circondati da mille colori, l'Autunno è davvero meraviglioso e rimaniamo spesso incantati di fronte alle bellezze naturali che ci troviamo attorno. Appena sbuchiamo fuori dal bosco poi, il nostro sguardo può spaziare lontano, sul Monte Baldo, e su lontane cime innevate. La giornata quassù è limpida, ma appena guardiamo verso la pianura, ecco ci appare un fitto mare di nebbia.

Sembrano proprio onde quelle laggiù. In effetti si tratta pur sempre di acqua, ma sotto forma di vapore, di appiccicosa umidità, tanto amata dagli abitanti padani. Qua invece si sta proprio bene.
Pedaliamo lungo bellissime sterrate, strade bianche, ridendo e scherzando, parlando di donne e di bici... mmm... più che altro di bici. Ma non più di tanto dai. Antonino invece non parla, è troppo impegnato a rompere il fiato, e quando è sul punto di riuscirci, ecco arriviamo al Rifugio Selva.

Dove prima c'era ordine, ora ci sono i Lobos, ed un gran assembramento di bici e maglie stese al sole ad asciugare. Siamo in molti, almeno una quindicina. La pausa pranzo arriva all'ora giusta, così come puntualmente arrivano in auto Fabio e Silvia, convalescenti da un attacco influenzale. Le pance sono vuote ed iniziamo con deliziosi primi: gnocchi e risotto. L'ambiente è caldo, accogliente, il cibo ci surriscalda, così come il vino, tra cui la bottiglia portata dallo Zio, sfuggita alla carambola sulle pietre. Meglio spegnere la stufa per evitare l'autocombustione. Formaggio fuso con i funghi e piselli di contorno; dolce, caffè ed un po' di relax stesi al sole...
Eh magari! Il tempo di bere una grappa ed uscire, che vedo gli altri già in marcia. Come mai tutta questa fretta? Dobbiamo raggiungere il punto più alto del giro di oggi, a circa 1700mt di quota e poi ci aspetta la discesa.

In questa stagione le ore di luce son sempre meno, e mentre il sole si avvicina all'orizzonte, i colori cambiano di nuovo, tingendo le montagne di calde tonalità arancio. Andrea, il "Baffo" conosce bene queste zone e ci porta verso un punto panoramico, la visuale è incredibile. Sopra uno sperone di roccia guardiamo di fronte a noi e rimaniamo affascinati dal vuoto tra le pareti, dalle nuvole che vi galleggiano. Laggiù il Carega, bellissimo.

Proseguiamo. La discesa è dolce, su sterrata, e sono costretto a frenare frequentemente per non prendere troppa velocità e finire col rovinare qualcosa. Procedo con prudenza.
Poi arriva un tratto leggermente più impegnativo, immagino sia l'inizio di una discesa tosta, lunga e tecnica.. invece poco dopo vedo tutti fermi ad aspettarmi, ormai su asfalto. È già finita? Purtroppo si, siamo in dirittura d'arrivo, ho fatto comunque in tempo a picchiare il cerchio della ruota posteriore.

Il giro con i Lobos si è concluso ed è stato davvero molto bello. Una giornata piacevole, in compagnia. Poi arriva il pensiero della sera, quello accantonato in partenza: dovrei raggiungere Riva del Garda, come faccio? Sono 70 Km, e tra poche ore calerà il buio.

Marcello mi toglie questo fardello: "Ti do io uno strappo fino a Riva... stordito!"
Gli sono grato e sono più sollevato ora che questo problema se n'è andato.
Saluto Spiedo, Bob, Ema, Cene, lo Zio, il Baffo, Mario.... e tutta la compagnia e scendo a Verona con Paolo, Marcello ed Ilaria. Beviamo un tè insieme a casa della Tigre e poi partiamo. Pernotterò presso l'Ostello della Gioventù, in centro al paese. Per cena io e Marcello andiamo al ristorante "La Rocchetta", sulla strada per Tenno. Crespelle ai funghi, pomodori gratinati... e la carne salada e fasoi per chi non è vegetariano. Ottima cucina e particolare simpatia del gestore.

Una bella serata a conclusione di una giornata ricca e movimentata. Sento Dario per telefono: la sorpresa è saltata, il mio ricongiungimento con il trio di cicloturisti non è più una novità e l'indomani ci incontreremo appena dopo il lago d'Ampola, al termine della discesa dal Tremalzo.

A letto presto, mi rabbocco le coperte e mi addormento... a domani...

Qui la traccia del Lessinia Lobos.
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