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giovedì 3 novembre 2011

Touring - il ponte del 1 Novembre - Camposilvano

Sabato 29 Ottobre 2011

Voglia di viaggiare, di pedalare tranquilli, macinare chilometri, a testa alta, guardandosi attorno, per immergersi nel mare di colori che questa stagione ci regala. Per fare questo c'è bisogno di tempo, un ingrediente indispensabile se si vogliono coprire certe distanze, se si desidera raggiungere le montagne.
Con la festività del primo Novembre molti ne approfittano per fare un lungo ponte. A disposizione le giornate di sabato-domenica-lunedì-martedì; non male!

Per quanto mi riguarda, per la giornata di domenica è da tempo in programma un bel giro in Lessinia con il gruppo dei LosLobos, non posso mancare. Dario, Vito ed Elena invece si cimenteranno in una traversata da Sud a Nord del Lago di Garda, puntatina in Val Sabbia e ritorno dalla Val Trompia...
Quando mi giunge notizia di questo stuzzicante programma pedalatorio, vorrei tanto duplicarmi per poter partecipare a tutti gli appuntamenti previsti...

Non ho intenzione di buttare la spugna così velocemente: c'è la possibilità di ricongiungermi con gli altri per lunedì mattina, in Val di Ledro o giù di lì... se dovessi riuscirvi, sarebbe bello.

Per via del lavoro e del poco tempo a disposizione, ma anche a causa del mio continuo rimandare i preparativi, mi ritrovo venerdì sera a dover caricare le borse con l'essenziale per quattro giorni di vagabondaggio, in fretta e furia, agitato e irrequieto. Ho acquistato da poco il GPS e vorrei caricarvi una traccia per il trasferimento da Verolavecchia (punto di partenza) e Camposilvano (punto di ritrovo del giro domenicale).

Ho acquistato il navigatore proprio per evitare di perdere l'orientamento in qualche zona che non conosco,  e ritrovarmi a seguire le indicazioni stradali lungo strade trafficate; pericolose, piene di smog e brutte da morire. Io pedalo per cercare la pace, quando si può, su belle stradine poco battute, anche sterrate.
Riesco ad elaborare un percorso piuttosto articolato da seguire grazie agli strumenti di Google, ma quando arriva il momento di caricarlo sull'apparecchio, incontro alcune difficoltà. Sono alle prime armi e si vede...

Ceno frettolosamente e mi metto al computer, ma poco dopo devo lasciare di nuovo tutto in sospeso per uscire con amici. Non mi godo per nulla la breve sortita fuori casa, perché sono in agitazione, ho ancora un mare di cose da sistemare, tra cui un conto in sospeso con il Garmin.
Leggo il manuale, contatto Gianfranco su Skype... poi finalmente riesco ad installare la traccia e tiro un sospiro di solievo. Tutto è pronto per questa ennesima avventura su due ruote; il motore è caldo, i panini sono al fresco; domani si parte, destinazione Camposilvano, di Velo Veronese. Ho prenotato un posto presso l'Agriturismo Camposilvano; viaggio leggero, senza tenda e per questa volta mi concederò un po' di comodità.

Sabato mattina parto in auto per portarmi avanti e raggiungere Verolavecchia e Dario, che mi accompagnerà per un pezzo prima di dirigersi verso Nord. Dimentico i panini in frigo, e per fortuna nient'altro di indispensabile.
Alle 8 puntualmente prendiamo il via e Dario mi guida attraverso il centro del paese, prima di dirigerci verso Manerbio. Presso un incrocio, vedo un losco figuro aguzzare lo sguardo in cerca di facili prede... ah no, è Wilmer tutto intirizzito per il freddo, le braccia incrociate, la testa infossata nel giubbino, la cuffia appena sopra le palpebre. È arrivato in anticipo e si è buscato un bel po' di freddo. La compagnia cresce, ma ad un certo punto dovrò salutare i miei amici. Io devo dirigermi verso Est, verso Verona, loro sono diretti più a Nord. A Ghedi infatti, dopo aver seguito Dario e Wilmer per poche centinaia di metri, mi accorgo di aver preso una direzione non compatibile con il percorso che mi ero fatto a tavolino.
Ci salutiamo, un arrivederci, si spera, a lunedì! Buon viaggio.

Inizia la mia avventura in solitaria, su strade sconosciute, in zone che non frequento. Faccio affidamento sul mio nuovo navigatore. Dalle prime occhiate ho subito capito che è facile seguire la traccia, non dovrei incontrare difficoltà. Sono emozionato.
Dopo qualche chilometro mi trovo su una bella strada sterrata, nella campagna tra Ghedi e Montichiari, perfetto, ho iniziato nel migliore dei modi. È proprio così che mi piace viaggiare, ed è proprio per questo che ho deciso di investire sulla tecnologia del GPS, per trovare più facilmente una via di fuga al traffico delle strade più note e battute. Sto vivendo una bella sensazione; è veramente piacevole viaggiare senza preoccupazioni, questo strumentino, quando fa il suo dovere, è proprio un valido alleato del pedalatore della domenica.

Passo tra Desenzano e Castiglione delle Stiviere, poi arrivo Pozzolengo dove mi fermo per mangiare qualcosa, una focaccia con le olive ed un pane di soia. Presso Monzambano passo il Mincio e mi avvicino sempre più a Verona. Arrivo a Lugagnano: non quello della Val d'Arda ovviamente. Il mio stomaco brontola, mi rendo conto di dover fare al più presto un rabbocco di carburante altrimenti corro il rischio di arrivare col serbatoio vuoto proprio sulla salita finale. Infatti devo giungere a circa mille metri di quota.

Spaccio di frutta: quale miglior posto per fare la spesa? Noci, banane, uva, pere. Può bastare?
Faccio ancora qualche chilometro e mi fermo a Verona, su una panchina, a sgranocchiare gherigli e a pelare grappoli d'uva. Con la pancia piena mi addentro nel centro della città, per tre volte passo l'Adige, ed è sempre un'emozione. Un giro attorno all'Arena, ammirando le prodezze del passato, prima di rituffarmi nella brutta periferia, fatta di costruzioni senz'anima. Solo cemento.

Fortunatamente questi passaggi sono veloci, quasi indolori. Poi mi rituffo nella campagna, mi avvicino alla collina, alla montagna, tra muretti a secco e costruzioni vissute, con chissà quante storie da raccontare, le pareti di pietra, le travi di legno scuro.

Di auto se ne incontrano sempre meno, poi più nulla. Sono solo, io e la mia bici, lungo una bella strada nel bosco, tra pareti di roccia. Incomincio a salire, lentamente, molto lentamente. Per curiosità guardo la mia quota attuale: sono a 300 metri, devo arrivare a mille. Guardo l'ora: è prestissimo. Rallento, mi calmo, procedo ad andatura moderata, non è necessario forzare, ormai è fatta, sono sempre più prossimo alla meta e sono sereno.

Faggi, un mare di faggi attorno a me, e castagni. Tanti colori, tante sfumature e se soffia il un po' di vento, inizia una pioggia di foglie. Il cielo però è nebbioso. Mi sarei aspettato un bell'azzurro, invece c'è nuvolo e grigio. La salita si fa più intensa, la gamba scricchiola un po', ma tengo duro. Arriva Velo Veronese ed infine Camposilvano. Il viaggio termina qua: mi avvicino ad una fontana e bevo qualche sorsata d'acqua fresca, che buona. Ecco l'agriturismo, faccio un passo oltre la porta e vengo subito riscaldato dai vapori profumati della cucina. Dopo tanti chilometri, è finalmente l'ora di un po' di meritato relax. Mi viene mostrato l'ampio appartamento per l'occasione, straordinariamente a disposizione di una sola persona. Poso i bagagli ed entro in doccia; il mio corpo infreddolito ringrazia.

Sono arrivato presto, ho viaggiato con un buon ritmo e non ho perso tempo nel cercare la strada giusta. I chilometri si fanno sentire comunque e nel momento in cui mi corico, mi perdo immediatamente via. Dal piano superiore provengono dei forti rumori, qualcosa che scorre sul pavimento, che rotola, poi dei tonfi, grida di bambini intenti a giocare, qualcuno scende dalle scale correndo.

La cena si serve dalle 19 alle 21, per me un menù vegetariano, selezionato dalla vasta scelta di pietanze dell'Agriturismo. Alle 19 sono tentato di scendere, ma resisto. Resisto comunque poco perché di lì a breve mi trovo seduto nella sala da pranzo, da solo, al mio tavolino. Mi guardo attorno e vedo un discreto numero di tavoli apparecchiati. Inizio a piluccare un po' di pane: buono, devo sforzarmi per non mangiarlo tutto in un baleno. Risotto ai funghi, formaggio fuso con funghi e polenta, contorni assortiti, vino rosso, acqua con le bolle...

Nel frattempo la sala si riempie e quando sento la lista dei secondi piatti di carne a menù, rimango di stucco. C'è una vastissima scelta, e vedo espressioni di stupore anche negli altri commensali. Ceno con molta calma, gustandomi la serata, purtroppo solitaria. Per dolce ordino una fetta di Strüdel di mele, poi un caffé e un'ottima grappa. Tutto davvero perfetto, una cena decisamente deliziosa.

La mia serata finisce qui. Bello rilassato e pieno come un uovo, ritorno in casa e mi corico un po' sul divano, davanti alla tv. Poco più tardi il passaggio definitivo verso il letto.
Domani mattina l'appuntamento con i Lobos, qui a Camposilvano per le 9:30 circa. Non vedo l'ora...

Verola - Camposilvano (seguite la mia traccia a vostro rischio e pericolo)
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