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martedì 6 dicembre 2011

Touring - il ponte del 1 Novembre: ritorno a casa

Martedì 1 Novembre 2011

Mi sveglio un po' intorpidito, ancora un po' rintronato dalle grappe della sera precedente. Al calduccio nel letto si sta proprio bene e non ho molta voglia di ritornare fuori al freddo, e soprattutto rimettermi in viaggio verso casa. Vorrei rimanere qui, con i miei amici, a coccolarmi ancora un po', ma il viaggio deve proseguire. Scendiamo quindi nella sala pranzo e facciamo un'abbondante colazione. Poi riordiniamo le nostre cose sparse un po' ovunque nella stanza, saldiamo il conto con Daniele e dopo una vigorosa stretta di mano, ci rimettiamo in sella. Scendiamo giù dalla mulattiera percorsa in salita la sera precedente e poi presso una bella Chiesetta prima dell'abitato di Ono Degno deviamo a destra su una sterrata con sassi smossi. Con una mountain bike delle nostre voleremmo su certe strade, con le touring bikes e le borse, scendiamo con i freni tirati e non senza qualche  sobbalzo e qualche rischio.

Ebbene, ora siamo di nuovo giù e dobbiamo risalire.
La strada asfaltata si inerpica zigzagando sul pendio, tra una baita ed un piccolo allevamento bovino; dall'altra parte della valle si staglia maestosa la Corna Blacca, bellissima, con le sue guglie di roccia, le sue pareti che incutono un certo timore. Una montagna incantata, affascinante, che veglia sui paesi sottostanti e controlla che gli uomini si comportino bene, altrimenti giù rocce, e detriti a pioggia, perché l'ambiente va curato, non sfruttato e basta.

Chissà com'è vivere in questi paesi. Non ci saranno tutte le "comodità" della città, ma vuoi mettere la pace che circonda questi luoghi? Siamo solo noi con le nostre bici, nel silenzio, nei nostri pensieri, ascoltando il nostro respiro, sbuffando bianco vapore come locomotive. Dopo l'iniziale balbettio in discesa ora incominciamo a sudare e ci spogliamo. Un goccio d'acqua fresca dalla fontana di Avenone e di nuovo su fino al Passo San Rocco. L'ultimo pezzo lo facciamo tirando: con Dario che spinge come un forsennato, io che cerco di stare al suo passo e Vito dietro che non capisce a che gioco si stia giocando.

Una volta su, ci dobbiamo fermare per prendere fiato ed aspettare Lisabike; ma l'attesa non sarà lunga.
Transitiamo per diversi abitati e con le nostre bici, le nostre attrezzature traballanti: sacchi a pelo e materassini, attiriamo parecchio l'attenzione dei locals. Durante la stagione estiva capiterà più spesso di vedere qualche turista fai da te, ma con il sopraggiungere dei primi freddi, molte bici vengono appese al chiodo.

A Casto ci fermiamo per sgranocchiare qualcosa. Una mela, una barretta. I negozi sono chiusi e non c'è la possibilità di rifornirsi di cibo, quindi dobbiamo cercare la sazietà con quello che ci rimane. Vito non mangia mai, quindi non fa fatica ad accontentarsi.

Una capretta ci saluta al di là della staccionata; un po' di rincorsa, un agile balzo, ed eccoci di nuovo in sella. Finché quest'ultima rimane al suo posto, nessun problema; bisogna sperare non si stacchi come nel film di Fantozzi.




In discesa, anche con le borse, mi diverto parecchio, specie nei tornanti, aiutato dall'ottima guidabilità della Singular Peregrine, una bici che infonde grande sicurezza, specie su sterrate facili ed asfalto.
Percorriamo una bellissima strada che costeggia il Lago di Bongi. Queste località molto tranquille sono ideali per belle passeggiate ed escursioni, a piedi ed in bicicletta. Dopo pochi chilometri infatti incrociamo alcuni ciclisti in bici da corsa.

Scegliere l'abbigliamento corretto in questa stagione non è affatto facile con l'alternanza di momenti in cui si soffre il caldo e si suda, a momenti all'ombra, nel bosco, dove si gela.
Dopo aver superato l'ennesima salita della giornata, sempre a buon ritmo, considerando il peso delle nostre bici cariche di bagagli, ci ritroviamo con le energie proprio a livelli minimi. Guardiamo a destra e a manca per cercare una pizzeria aperta, una trattoria dove si mangi bene e si spenda poco (impresa difficile per chi ha un sacco di tempo a disposizione, figuriamoci per 4 ciclisti a svegher per le valli bresciane). Fallimento totale!
Ci infiliamo in uno squallido bar dove servono pizze UHT riscaldate con l'alito e caramelle gommose ricoperte di acidi frizzicanti... Non mi va proprio di avvelenarmi e mi limito ad ordinare un caffé, anche se la fame è tanta.

Poco dopo siamo fuori, di nuovo liberi, per niente rigenerati dalla sosta, ma dopo tutto è festa e non si può pretendere troppo. Il bello di pedalare con persone come Dario, Elena, Vito, è che la serenità regna sovrana nella maggior parte delle situazioni.
Non saliamo al Passo del Cavallo, ma ci dirigiamo sulle Coste di S. Eusebio per poi scendere a Nave. Avremmo voluto fermarci a salutare l'amico Mauro, ma con le ore di luce contate, abbiamo optato per proseguire il nostro viaggio di ritorno a casa.

Da Nave in poi siamo ritornati a stretto contatto con l'urbanizzazione, con la cività nel senso di caos, smog, traffico, frenesia, cemento. Proprio quello da cui il pedalatore della domenica desidera fuggire. In nostro soccorso arriva Vito, che ci guida sulla bella ciclabile che costeggia il fiume Mella. Riusciamo così a goderci anche questa ultima parte della nostra escursione. A Fornaci, dalla solita gelateria "Sottozero", prendiamo un buon gelato, e poi io e Dario salutiamo Vito ed Elena, che ritornano a casa per un'altra strada.

Noi proseguiamo per un tratto lungo il Mella, avventurandoci addirittura attraverso un campo, dopo aver imboccato una strada sterrata senza via di uscita, per poi ritornare sull'asfalto a Capriano del Colle. Poco dopo ci ricongiungiamo con il tracciato della ciclabile che attraverso la campagna della bassa bresciana ci riporta a Verolavecchia, il nostro punto di arrivo.

Eccoci qua! Sani e salvi, un po' stanchi, ma con gli occhi lucidi ed il cuore pieno di gioia. Abbiamo pedalato, abbiamo viaggiato, abbiamo vissuto esperienze intense, di grande soddisfazione. Quando sei a chilometri di distanza da casa, e hai raggiunto certi luoghi con la sola forza delle tue gambe, con forza di volontà e passione, ti senti un po' avventuriero, ti senti forte; ti faresti i complimenti da solo, ma ci sono già i tuoi amici a farteli, e può bastare....
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