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mercoledì 25 gennaio 2012

La fine di un anno...

Finisce l'anno, tiriamo le somme. Un anno particolare, dove non si è concluso niente di particolarmente eclatante in quanto a giri, se si fa un confronto con il 2010 in cui i BdB hanno pedalato attorno al Monte Bianco e portato a termine una stupenda traversata da Ventimiglia al Monviso.

Nel 2011 abbiamo fatto un bellissimo ponte in Sardegna, qualche bel giro anche di due giorni sulle nostre montagne, ma escursioni in mountain bike, importanti quanto quelle degli anni passati, sono mancate.
Alcuni potrebbero parlare di un anno di crisi, spero proprio di no; anzi, direi di dimostrare subito, con qualche bel giro, in questo nuovo anno, di che pasta sono fatti i Bikers di Brescia.
Personalmente ho avuto molte soddisfazioni con delle belle esperienze in bici da corsa e come cicloturista, le nuove scoperte del 2011. L'estate è trascorsa così, girovagando con la tenda ed il sacco a pelo o coprendo centinaia di chilometri sulle gommine strette, da un Passo Alpino all'altro, a tutta velocità. Che bello.

Arriva Dicembre, si pensa all'ultimo dell'anno e... dove vuoi andare se non al Rif. Chierego?
Ormai è una consuetudine, una bellissima tradizione direi con assoluta convinzione. Il gioco potrebbe sembrare ripetitivo, come se ogni anno si ricominciasse con un puzzle fatto e rifatto; ma non è così.
Le tessere del puzzle continuano a cambiare, qualche amico si aggrega, altri non trovano il tempo, la neve scarseggia, le biciclette sono rotte. Dario vuole partire da casa, prendendo spunto dal mio viaggio dell'anno precedente. Così partiamo con le bici da turismo da Verolavecchia, il 30 Dicembre. Una traccia di un fucsia brillante ci indicherà la via da percorrere sul GPS, recente, meditato e azzeccato acquisto.

Siamo bardati per il freddo, anche se il cielo è libero da nubi e la nebbia ci concede una tregua, sulla strada si nasconde l'insidia del ghiaccio ed occorre prestare attenzione. Dario rischia in una curva, azzardando una traiettoria un po' troppo racing. E se fosse finito nel fosso? Non oso immaginare le conseguenze.

Una bella notizia ci allieta: questa sera, presso l'agriturismo in cui abbiamo prenotato, ci raggiungeranno Vito ed Elena, una sempre piacevole compagnia. Ormai anche loro sono rimasti folgorati dalle emozioni, dalle belle sensazioni che sa regalare il viaggio in bici. Passiamo diversi paesi della provincia di Brescia senza praticamente toccare le strade più trafficate e siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto con l'utilizzo della moderna tecnologia di navigazione GPS in combinazione con Google Earth.
Il nostro cicloturismo è contaminato con la mountain bike e le strade sterrate sono sempre le nostre preferite, anche se sassose e meno confortevoli.

Passiamo Peschiera e incominciamo la risalita in direzione Affi, abbandonando in alcuni punti la traccia per andare a naso, tra muretti a secco e piccole stradine di campagna. L'importante è tenere la giusta direzione. Una breve salita ci porta su di quota, guardiamo la cartina, siamo su un promontorio di roccia e tramite questa piccola deviazione abbiamo la possibilità di evitare una zona sicuramente trafficata. La fortuna aiuta gli audaci.

La giornata è fresca ma soleggiata, siamo nelle prime ore del pomeriggio e la meta è prossima, siamo già arrivati a Caprino Veronese, che velocità! Pedaliamo per qualche centinaio di metri alla ricerca del Bed&Breakfast "ai Boschi" situato appena fuori dal paese. Eccolo! Si trova in una zona molto tranquilla; un'antica casa in pietra dell' 800 perfettamente ristrutturata facendo attenzione a mantenerne inalterate le caratteristiche architettoniche e lo stile. Ho avuto fortuna anche nella scelta del luogo dove pernottare.

Siamo accolti cordialmente e veniamo accompagnati ai nostri alloggi. Dopo esserci ripuliti dal sudore, riscaldati da una corroborante doccia bollente, riprendiamo le nostre bici per dirigerci in paese. Una veloce ed essenziale spesa per la cena a base di pasta al pomodoro, con peperoncino fresco, insalata di radicchi e poco altro. Vito ed Elena? Arrivano dopo aver chiuso il negozio. Si trovano a sud-ovest del lago di Garda e devono percorrere più di 50Km in notturna per raggiungere Caprino V.se.
Altra sorpresa! All'ultimo anche Seby si è aggiunto alla coppia di sposini e ci raggiungerà a tutta velocità. Dopo cena, in attesa che arrivino i nostri amici, riusciamo a perderci via per qualche istante davanti alla televisione, poi ecco finalmente l'abbaiare dei cani. Sono arrivati. Avete mangiato? Avete fame? Risposta affermativa alla seconda, quindi urge porvi rimedio. La gentile signora del B&B ci porta sugo e pasta per un primo veloce, semplice, ma gustoso e che dà soddisfazione.

Ne approfitto pure io per un piatto di pasta a mezzanotte che mi farà sudare sotto il piumone. La sveglia è alle 8, un'abbondante colazione e poi preparati i bagagli, fatti gli auguri ai validi gestori della struttura, ci avviamo per raggiungere gli altri all'appuntamento in paese.
Gilbo, GFavier, per la festa sul Baldo; Bobo, Frog ed il Lonfo per l'ultima pedalata dell'anno insieme ed un brindisi sul ghiaccio. Partendo da Caprino la salita è stata volutamente allungata, per riempire la giornata con una vera escursione, che per l'assenza di neve, termina nel primo pomeriggio. Quasi tutto in sella, con qualche difficoltà dovuta al ghiaccio.

Al Chierego incontriamo gente nuova: la gestione del rifugio, per questa serata speciale, è stata affidata ad una compagnia di giovani cuochi, saliti fino a quota 2000 muniti di pentole, bottiglie di vino, ed una selezione di prodotti genuini con l'intenzione di deliziare i nostri palati. La serata è davvero piacevole, il tempo scorre tra una pietanza e l'altra, discutendo di bici, di montagna, e di tutto un po'. Attilio è lo Chef, e ha preparato un'infinità di piatti; Gilbo si butta a capofitto sulla trippa, Seby su tutto il resto.
Il vino è buono, di qualità, come la serata, trascorsa piacevolmente con gli amici, compagni di tante avventure, di tanti bei giri. Si sogna pensando già al domani, al 2012.
Eccolo alle porte, la mezzanotte si avvicina, manca proprio poco. L'atmosfera è pacata, rilassata, non c'è frenesia ed ecco che gentilmente arriva il nostro "ciao" al nuovo anno. Auguri a tutti, tante belle cose!

Attilio in una mail indirizzata ai BikersdiBrescia, da amante della montagna vera e delle "persone che amano faticare per sentirsi così libere e vive", sogna un Monte Baldo libero da funivie e dalle auto, ed io non posso che condividere un simile ideale. Così credo la pensino anche tutti i miei amici BdB.

Ringrazio quindi Attilio ed il suo staff per la bellissima serata che ci hanno preparato, ma soprattutto per queste righe, perché è una grande soddisfazione sapere che ci sono persone che la pensano come te su certi argomenti.

Dopo una notte movimentata, con la trippa ad agitare i ventri dei non-vegetariani, arriva la sveglia inaspettata del Gilbo, come se si dovesse andare al lavoro. In verità siamo in vacanza! Ok, ci alziamo e incominciamo a prepararci, molto lentamente, alla discesa. Non sarà come quelle volte con la neve, ma quest'anno non abbiamo neppure le bici adatte per certe spericolatezze. Salutiamo tutti ed iniziamo la discesa, piuttosto movimentata per la presenza del ghiaccio e per la strada comunque sassosa e sconnessa. È sufficiente cambiare la bici per trasformare una passeggiata, se fatta con una mtb biammortizzata, a qualcosa di più impegnativo. L'importante è sempre divertirsi. Gilbo e GFavier prendono un'altra direzione, per sfogarsi con le mtb; io, Dario, Seby, Elena, Vito, scendiamo verso Torri del Benaco con il Rifugio Pirlo nella testa.

Si, la nostra vacanza non finisce qui, il cicloturismo prosegue! Attraversato il Garda con il traghetto, passiamo all'altra sponda ed iniziamo l'avvicinamento al Passo Spino. Seby ci deve lasciare anzitempo per impegni di lavoro, domani ricomincia, noi invece continuiamo con la nostra avventura. La salita è dura, ed io ho le batterie scariche, troppo scariche. Faccio dei pezzi a piedi, mentre Vito e Dario si arrampicano a tutta velocità anche sulle rampe più difficili. Come fanno!

Non vedo l'ora di arrivare, arranco senza forze e ho bisogno di riposo e di un'abbondante cena. Eccoci al passo Spino, con il sole che è già calato parecchio e si sta per nascondere dietro l'orizzonte. Ci accolgono i nuovi gestori del Rifugio, due ragazzi giovani, molto simpatici, volenterosi, le persone adatte per accogliere dei viaggiatori esausti.

Ne hanno passate di cotte e di crude con i festeggiamenti dell'ultimo e anche loro appaiono visibilmente stanchi. Ci laviamo ci cambiamo gli abiti e siamo già pronti per la cena. Non vedo l'ora, sto morendo di fame. Che buona cena: un piatto abbondante di tagliatelle con sugo al pomodoro, lenticchie a volontà, insalatona e tiramisù. La compagnia è sempre speciale, e la serata molto piacevole.
Le palpebre però non reggono molto, ad un certo punto mi sento perder via e opto per una veloce ritirata sotto le coperte, anche gli altri mi seguono, lasciando campo libero ai gestori di organizzarsi con le ultime faccende e di ritirarsi a loro volta per il meritato riposo.

Siamo svegliati durante la notte dalle vampate di calore della stufa a pellet, dimenticata accesa. Con gli occhi semichiusi cerchiamo invano il pulsante per lo spegnimento, e dopo diversi tentativi senza successo, finalmente la stufa va a dormire. Ci svegliamo con il suono della pioggia che batte violentemente sul tetto del Pirlo, poi smette. Facciamo colazione, carichiamo le bici dei bagagli e ripartiamo. Sfortunatamente oggi si ritorna a casa, e domani si riprende a lavorare. Sob!
La discesa è più adatta ad  una mountain bike, esagero con il gas e stallono il copertone, danneggiando il cerchio. Sono il solito bestione che non riesce a controllarsi. San Michele, Madonna degli Osei ed il ritorno sulla pista ciclabile. Inizia a piovere seriamente. Ci ripariamo e asciughiamo in negozio da Vito ed Elena, che ci offrono gentilmente anche la pizza. Con il pieno di energie, coperti con gli antiacqua, riprendiamo la strada verso casa, verso Verola. Strade secondarie che conosciamo, il traffico è molto limitato.

Ed eccoci qua. Il viaggio del Capodanno 2012 è finito. Un nuovo anno è iniziato e se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un anno di grandi pedalate. A presto!


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