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martedì 29 maggio 2012

Sempre più in là...

Le previsioni parlano di un altro week end dal tempo ballerino, tendente al brutto.
Dario ha progettato la trasferta a Livigno ed io rimango qua a Cremona. Devo escogitare qualcosa per muovermi, per pedalare. Sabato sembra il giorno buono, domenica invece sarà una brutta giornata di pioggia. Come al solito arrivo all'ultimo minuto senza aver programmato niente: apro la pagina di Garmin Connect, vado sui miei percorsi e provo a crearne uno. Mi viene in mente Finale Ligure, dove alcuni amici saranno impegnati nel mondiale SOLO. Mi sarebbe piaciuto partecipare all'evento, ripetere l'esperienza della 24h, in un contesto più importante come una gara internazionale. Purtroppo l'iscrizione è veramente dispendiosa, 200 euro, probabilmente per tenere alla larga i pagliacci come me, quelli dalle intenzioni poco serie. Se sei interessato, cacci la grana, ti alleni e punti al risultato; altrimenti fai dell'altro. Esatto, proprio così, faccio dell'altro.
Mi viene in mente di andare a trovare i miei amici a Finale partendo da casa, con la bici da corsa. Metto giù una bozza di traccia, poi abbandono l'idea. Sono da solo e spingersi così lontanto in solitaria non è il massimo, senza considerare che poi il tempo sarà brutto. Cambio dunque il mio programma concentrandomi sulla giornata di sabato, rimanendo comunque nell'ambito road.

Dalla mappa spunta il paese di Ferriere. L'ho già sentito nominare tante di quelle volte, ma non sono mai riuscito a passarvi con i miei itinerari. Decido dunque di pianificare qualcosa che arrivi a Ferriere, un giro interessante; non ho paura dei km, basta partire presto, neppure la salita mi spaventa, basta prenderla con calma...
Mi metto al lavoro, credendo di impiegarvi chissà quanto tempo, invece in un attimo ho finito. È bastato tirare qualche punto sulla cartina, poi al percorso ci ha pensato in automatico il programma. Spero tanto abbia scelto delle belle strade poco trafficate. Per sicurezza questa sera, prima di uscire, darò un'occhiata veloce e farò qualche modifica al tracciato, magari per i tratti che già conosco.

Mi viene in mente di contattare il mitico Giaz, non si sa mai che abbia voglia di venire in giro con me. Risponde poco dopo, dicendomi che verrebbe volentieri in bici, ma non vorrebbe essere di peso per il sottoscritto. Gli mando la traccia perché possa rendersi conto di quello a cui va incontro seguendo il temibile "mustacho"! Giaz è convinto: alle 8 davanti a casa mia. Ok!

L'indomani si parte di buon ora verso il piacentino. Poco prima del ponte di Po incrociamo un gruppone di ciclisti pronti per il giro di routine da Cremona al solito posto e ritorno nel minore tempo possibile, mantenendo la media dei 40 sulle strade più trafficate possibile. Saluto Page ed Alberto, compagni di avventura in Belgio, alla Liegi, e l'anno precedente al Giro delle Fiandre. Un po' mi dispiace vederli aggregarsi a questi gruppi che, dal mio punto di vista, vivono la bici da corsa in maniera piatta e scialba d'emozioni. Ripetere in continuazione lo stesso itinerario mi farebbe passare la voglia di pedalare in un paio di settimane. Qualche volta, li porterò con me, promesso!

Passiamo il ponte e svoltiamo subito a sinistra, percorrendo un breve tratto di argine e poi scendendo su strada sterrata, transitando sotto al ponte e risalendo poi nuovamente sull'argine, ma in direzione Monticelli d'Ongina. Pochi metri di sterrato per molti ciclisti in bici da corsa costituiscono già un ostacolo insormontabile. Proseguiamo tranquilli, in questo bel sabato, con duecento e più chilometri davanti a noi...

Olza, Monticelli, Polignano, Chiavenna Landi, Cadeo, Cerreto Landi, Carpaneto Piacentino.
In piazza ci fermiamo per bere un caffé. Un bambino, seduto al tavolo con la mamma, gioca con la cannuccia, soffiando nel bicchiere ormai vuoto. Viene subito ripreso dal genitore, troppo impegnato nella lettura del giornale, per prestare un po' d'attenzione al figlio. Ma l'uomo baffuto col caschetto in testa, in barba alla mamma ti fa il verso, strappandoti un sorriso. 
"Il caffé, bevuto senza zucchero, va comunque mescolato, ma senza utilizzare il cucchiaino, bensì agitando la tazzina." Così mi ha insegnato l'amico Luca Tempesta, proprietario de' La Parigina del Corso in Corso Garibaldi a Cremona. Ed io tramando la tecnica al mio compagno di viaggio Giaz. Così, rinvigoriti più che mai, ritorniamo in sella alle nostre bici diretti verso le colline.

Arriva la salita, dolce, fino a Gropparello. Iniziano le fatiche di Giaz, perché d'ora in poi il percorso sarà una macedonia di salite e discese. Si sale per Santa Franca, che a quanto pare è una salita famosa, che però io non conosco. È quasi ora di pranzo e ci si potrebbe fermare a mangiare qualcosa, invece si prosegue verso la temuta salita. Dal cielo plumbeo scende qualche goccia di pioggia, ormai una costante di tutti i fine settimana di questa Primavera 2012.
Giaz mi saluta e mi dà appuntamento a più tardi, in quanto già sa di non riuscire a salire alla mia andatura. L'ascesa è proprio bella, su una piacevole stradina immersa nel bosco, e dopo qualche chilometro si arriva presso la parrocchia di Santa Franca, situata alla quota di 1200 metri. La costruzione è circondata da una natura lussureggiante, da un bel brato e da verdi boschi di latifoglie. Che spettacolo! Mi fermo al riparo di un piccolo portico, al riparo dalla pioggia che sta aumentando d'intensità. Purtroppo Giaz è ancora per strada e spero per lui che la precipitazione sia di breve intensità e durata.

Intanto osservo il prato davanti ai miei occhi, un bell'albero, i soffioni che spuntano dall'erba. Un bel contest per qualche bello scatto fotografico. Penso ad esempio alla mia Zullo inserita in una cornice così bucolica. Inizio dunque a posizionare la bici con un bastoncino secco... nel frattempo arriva Giaz, che gentilmente mi presta la macchina fotografica. Un click, ed ecco finalmente una foto degna di nota per la bella Pantarei realizzata da Tiziano.

Fortunatamente non piove più e possiamo ripartire verso lo scollinamento e la meritata discesa.
La strada che scende a Groppallo è insidiosa a causa delle innumerevoli e profonde buche che si trovano nel manto stradale; ne evito un paio per un soffio. Mentre facciamo il nostro ingresso in paese, la nostra attenzione viene catturata dalla precipitazione che si sta abbattendo proprio in direzione di Ferriere. In questo momento siamo indecisi sul fatto di proseguire o meno verso la pioggia e quindi optiamo per una pausa di riflessione presso una trattoria.
All'ingresso del locale, trovandomi una scala di fronte e due porte a vetri chiuse sui lati, ho avuto l'impressione di essere entrato per errore in una casa privata. All'esterno però sono appesi i cartelli dei gelati, è impossibile sbagliarsi. Apro con discrezione la porta alla mia destra... e timidamente facciamo ingresso nella sala del bar. La famiglia dei gestori è a tavola che sta pranzando...
Mi sembra proprio di disturbare... "è permesso? Si potrebbe mangiare qualcosa?"
"Certo che si!" Mi rispondono. Ci accomodiamo e nel frattempo ci viene preparata la tavola. "Gradite un antipasto?" Qui i salumi sono una specialità, ma Giaz non ne vuole... capisco dal suo sguardo che lo fa per me, per assecondare le mie scelte. Almeno per questa volta, si mangia vegetariano!
Arriva un abbondante piatto di formaggi misti, e poi ordiniamo il primo. Un buon piatto di pasta fatta in casa con i funghi spinaroli. La nostra fame è veramente tanta, ma sono sicuro che anche una persona inappetente verrebbe rapita da queste pietanze saporite e genuine. Ho l'acquolina in bocca al solo ricordo. Slurp!
Un grosso televisore è appeso al muro e trasmette programmi stupidi ed inutili, nessuno lo guarda, ma è acceso. Solo più tardi, al momento del caffé, verrà spento, liberando finalmente le nostre orecchie dal fastidioso vociare digitale. Soddisfatti per il pranzo, paghiamo il conto ed usciamo allo scoperto. Come sarà il tempo? È sempre lo stesso, nuvoloso, freschino, qualche goccia qua e là. Non bisogna tergiversare; andiamo e vataciava!
Da Groppallo inizia una delle discese più belle che abbia mai fatto, sono esaltato, ma all'improvviso noto una strana deviazione sul mio gps, la seguo, le do retta. Poco dopo arriva lo sterrato.
Mi fermo, e rivolgo lo sguardo a Giaz che sopraggiunge. Appena si rende conto della situazione, scoppia a ridere e mi dice: "te l'avevo detto che qualcosa di sterrato l'avevi messo..." Si, ma l'ho fatto involontariamente.
Pian pianino scendiamo lungo questo breve tratto piuttosto sconnesso, risultato di una tracciatura frettolosa dell'ultimo minuto, e ci ricongiungiamo con l'asfalto. Ricomincia la discesa e riprendiamo immediatamente a godere delle curve della strada, della velocità. Colgo di sorpresa un grosso rapace che alla mia vista immediatemente spicca il volo mostrando tutta la sua maestosità. Mi sento un rapace della strada, ah ah, che sfigato: i veri rapaci della strada, sono i bikers, valicatori di di mille passi, spalancatori di gas, bruciatori di ottani. È vero! Le loro gesta appaiono incorniciate sui forum, arricchite di mille dettagli, fotografie, tracciati gps. Giri da centinaia e centinaia di chilometri e migliaia di metri di dislivello. Mi sento spossato solo al pensiero... uff... che fadiga!

Siamo ritornati a valle, e siamo prossimi a raggiungere Ferriere, per il giro di boa virtuale, anche se non siamo ancora a metà giro. Giaz mi sembra un po' stanchino, è ancora provato per il duro colpo inflittogli dalla salita di Santa Franca, e di sicuro non si riprenderà con questa ennesima, nuova salita. Prendiamo la strada che porta al Mercatello e poi deviamo per l'abitato di Solaro. La strada diventa sempre più ripida, sempre più, sempre più... ma io non colgo la fatica, bensì la bellezza dell'ambiente che ci circonda. Siamo al Passo Albareto, all'ultimo GPM di questo giro che si sta dimostrando davvero molto bello e gratificante. Anche la discesa è ripida e si perde quota velocemente. Qualche saliscendi non può mancare sulle colline, ma facciamo prevalentemente discesa fino a Perino.

Ora siamo in Val Trebbia e dobbiamo ritornare verso Piacenza e poi Cremona. Inizialmente pensavo di percorrere la strada collinare di Donceto, ma dopo un breve tratto in ripida salita, vedendo Giaz sempre più in difficoltà, decido di ritornare sulla principale, per evitare altri ritardi. La strada per casa è ancora lunga e le energie del mio compagno di viaggio sempre più agli sgoccioli. Arriviamo a Rivergaro quando ormai sono le 18:30. Chiamo a casa per tranquillizzare i genitori, e poi mi fermo in un bar per una pausa ristoratrice. Dopo aver sofferto un po' di freddo in quota, specialmente nei tratti in discesa, con il cielo nuvoloso e qualche accenno di pioggia, ora che si fa sera, il tempo è migliorato e le temperature sono primaverili. Le ore di luce residue sono molto poche, vorrà dire che il rientro avverrà in notturna. Sulla pista ciclabile, non vi sono pericoli, possiamo viaggiare tranquilli anche se siamo sprovvisti di luci.

Arriviamo a Piacenza con la movida del sabato sera; la gente seduta ai tavolini indaffarata con patatine, noccioline, prosecchi e spritz! Giaz avrebbe voglia di un'altra sosta aperitivo, ma al posto dello spritz facciamo un ultimo sprint fino a Caorso. Qui ci sediamo per un'ultimo rifornimento; una birra media tanto per tamponare e far spegnere la spia della riserva al mio simpaticissimo amico pedalatore. Quanta pazienza che ha dovuto portare, quanta fatica nelle gambe, ma alla fine, con grande soddisfazione, è riuscito a portare a termine questa piccola impresa.

Ormai io disegno tracce di 200 km con una facilità impressionante, mi viene naturale, mi escono spontaneamente e solitamente queste escursioni sono anche molto belle. Molto probabilmente risultano essere anche piuttosto invitanti per l'amico ciclista, che si fida... ma c'è il trucco, il trabocchetto, il mustacho gioca sporco, è perfido.

Siamo arrivati a Cremona alle 22. Sull'argine di Po con le pupille spalancate per captare la debole luminosità residua, sperando che i moscerini fossero andati tutti a dormire per non rimanere improvvisamente accecati.
Davanti a casa mia ci salutiamo, e Giaz, pur essendo cotto a puntino, mostra un bel sorriso sul volto. Non un sorriso di circostanza, ma di soddisfazione per il bel giro portato a termine e di riconoscenza per la compagnia.

Ora tocca a Dario, la prossima volta a Santa Franca, sarà con te!! Non si può sfuggire al mustacho!!
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