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martedì 11 settembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 11 | Beaufort - Chamonix

BeaufortainCol du JolyMont BlancIl BiancoMonte BiancoPerse
discesaMonte BiancoMossoSeconda SalitaFa capolinoTra le nuvole
Ripida!PerseLes Bières du Mont BlancTra le NuvoleSguardo a ChamonixCol de Vaza
ChamonixGhiacciaiGhiacciaiNel Bosco



GIORNO 11 | Beaufort - Chamonix, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

La mia tenda è dotata di un finestrino, una specie di oblò da cui posso scrutare il mondo esterno, ma il più delle volte la condensa mi impedisce di capire il colore del cielo. Non sento nessun ticchettio di pioggia sul telo e la cosa mi rincuora; sbircio fuori e ... olé, il cielo è sereno!

Durante la colazione qui a Beaufort, nel campeggio municipale, il destino aveva da tempo pianificato l'incontro tra Dario e "Le petit beurre" - pronunciato con la "r" da ranocchio ovviamente, e con l'atteggiamento più effemminato possibile. È stato amore al primo morso. Immaginatevi un mega biscotto burroso, con arti lunghi ed esili, due occhi luccicanti ed un sorrisetto malizioso, che vi insegue mentre pedalate... Posso anticiparvi che ci seguirà fino in Slovenia, poi all'improvviso, com'è apparso se n'è andato. Dario in questo periodo ha sviluppato una grande sensibilità nella degustazione di questi biscotti, stilandone una classifica giorno per giorno e diventandone uno chef goûteur dal palato extrafino.

Salutiamo la famiglia olandese che abbiamo conosciuto ed iniziamo a pedalare verso il Col du Joly, verso il Monte Bianco. Ieri sera ho fatto una telefonata all'amico Milzo, che quest'estate si trova in vacanza in Sardegna, per salutarlo e risvegliare in lui i ricordi del nostro viaggio attorno al Mont Blanc. Quel giorno passammo anche per il Joly, imboccando la strada poco prima dello scollinamento, proveniendo da un sentiero. Quest'oggi invece partiremo da quota 700, percorrendo tutta la bella asfaltata fino a quota 2000. Durante la salita io e Dario siamo riusciti a mantenere dei battiti regolari, ma alla vista del Monte Bianco il cuore è come impazzito. Uno spettacolo meraviglioso che in questa giornata di sole diviene ancor più impressionante. Dario scatta una serie di foto, poi si incomincia la discesa sterrata verso Les Baptieux e Les Contamines. Anche se la giornata è stupenda, nel momento in cui ci troviamo all'ombra, si avverte una temperatura piuttosto pungente. Probabilmente l'influsso dei vicini ghiacciai e nevai del Monte Bianco si fa sentire.

Ritorniamo su asfalto proprio in prossimità del Rifugio dove pernottammo una sera con i BdB. Questi ricordi mi fanno emozionare: come si stava bene quei giorni in compagnia. Nel locale dall'altra parte della strada avevamo trascorso dei bei momenti sorseggiando birre in spensieratezza. Mi sembra di sentire ancora riecheggiare la coinvolgente risata di Steèn. Sto sorridendo. È l'effetto del mio viaggio nel tempo. Se non avessi questo Petit Beurre alle calcagna, mi fermerei anche oggi a sorseggiare una birra.

Probabilmente però dai ricordi avevo rimosso la salita al Col de Voza, che ci riporta drasticamente in quota, lungo mulattiere che probabilmente anche i muli si rifiutavano di percorrere. Al che inventarono i fuoristrada 4x4. Alcuni punti sono così ripidi da costringerci a piedi, ma spingere le nostre bici cariche è un'altra impresa. Un gruppo di escursionisti si ferma e con applausi e frasi d'incoraggiamento ci invita a stringere i denti e a non mollare. Improvvisamente però le forze ci vengono a mancare proprio nei pressi di un ristoro. Abbandonate le bici al loro destino, avanzando a carponi, facciamo appena in tempo a sederci al tavolo e a pronunciare "deux bière du Mont Blanc, s'il vous plait" che la testa ci finisce a penzoloni.

Ripresa conoscenza, ci possiamo finalmente godere la bellissima visuale sul Ghiacciaio di Bionnassay. Ancora un po' di fatica e giungiamo allo scollinamento. Qui incrociamo lo sguardo con un po' di gente incuriosita da questi due cicloturisti matti, che son saliti fin quassù con questi enormi bagagli. La discesa, ripida e sconnessa, è stata ancor più pesante della salita e si è dimostrata davvero poco godibile. In conclusione reputo che il Col du Voza, seppur offrendo una bella visuale sul Monte Bianco, sia principalmente indirizzato ai fannulloni che salgono o col treno o con gli impianti di risalita.

Una volta giunti a Les Houches, abbiamo seguito un bellissimo percorso ciclo-pedonale che, rimanendo nel bosco, ci ha condotti alle porte di Chamonix. Appena entrati in paese, il traffico di questo importante centro turistico ci ha mandato un po' in tilt, ma alla fine siamo riusciti a trovare un campeggio dove sostare. Qui il prezzo non è conveniente e ci viene assegnata una piazzola tra le radici con una moltitudine di auto e campers ad occupare invece zone di prato. Questo aspetto non ci ha fatto per niente piacere, per il resto siamo rimasti soddisfatti dei servizi offerti, tra cui un internet point attraverso il quale siamo riusciti ad inviare un saluto sul forum agli amici BdB. In paese facciamo un po' di spesa per preparare la cena. Dopo una porzione abbondante di riso, ed un secondo vegetariano, ci rimane comunque parecchia fame. Usciamo dal camping e prendiamo posto in un bar/ristorante dove assieme alla birra ordiniamo anche due pizze, servite con insalata verde. Un piatto generoso e gustoso con cui finalmente riusciamo a saziarci. La seconda cena è resa ancor più lieta dalla gradevole performance di una cantante solista.

Dopo due giornate disturbate dal mal tempo, finalmente oggi siamo stati baciati da un bel sole, tanto che le mie orecchie si sono scottate e bruciano. Grazie al cielo limpidissimo il Monte Bianco ci è apparso in tutto il suo splendore. Una volta ritornati al campeggio, ci ritiriamo in tenda per riposare, ma la notte è un fiume che scorre velocemente. Domani ci avvieremo verso la Svizzera, ma prima dovremo superare il Col de Balme.

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