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venerdì 14 settembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 12 | Chamonix - Barboleuse

Lasciamo ChamonixNel BoscoNel BoscoVerdi VallateSecca Salita al Col de BalmePerse
Spunta il Monte BiancoSpunta il Monte BiancoPerseChamonixCol de BalmeDiscesa a Trient
Single TrackGhiacciaio di TrientMartigny




GIORNO 12 | Chamonix - Barboleuse, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Campeggio di Chamonix, ore 7: si gela.
Sarà il ghiacciaio lassù che ci tiene belli freschi, sarà quel che sarà, ma non vedo l'ora di rimettermi in marcia, al sole, per scaldarmi. Avvicino le mani al fornello per scongelarmi le dita, mentre vien pronto il tè. Ho dormito bene malgrado sotto la mia tenda ci fossero delle enormi radici. È tutto merito del materassino che sto utilizzando durante questa traversata, dello spessore di ben 7,5 cm, ma estremamente compatto una volta ripiegato; si tratta dell'Exped Synmat basic UL 7.5, veramente un ottimo acquisto.
Sono ansioso di scoprire come sarà la salita per il Col de Balme, partendo da Vallorcine. Nel tour du Mont-Blanc io, il Lonfo e Lisabike avevamo sperimentato le ripidissime sterrate che salgono per il crinale dell'impianto di risalita: un'esperienza da non ripetere, soprattutto con queste bici.

Prima di tutto arriviamo ad Argentière, ovviamente seguendo un percorso ciclabile molto carino, caratterizzato da alcuni bei tratti in single track nel bosco, ma anche da pendenze inusuali per il cicloturismo. Viaggiamo di pari passo con alcuni bikers, uno dei quali si congratulerà con noi prima di salutarci, facendoci intendere a gesti che abbiamo delle belle gambe per fare certe cose con quel carico.

Un ultimo pezzo spingendo la bici e poi finalmente si scende. Sbuchiamo su asfalto e a circa 1400 metri di quota scolliniamo verso Vallorcine, seguendo il tracciato per mountain bikes. Attorno a noi, montagne stupende, boschi e riserve naturali. Sono luoghi davvero stupendi. Seguiamo le Chemin des Diligences e raggiungiamo così la stazione ferroviaria ed il centro del paese. Ci fermiamo per una piccola spesa: pane, formaggio di capra, una bibita e qualche frutto. Ora, ben carichi, siamo pronti per la salita.

La sterrata è ampia, a tornanti, e con pendenze sempre importanti. Il fondo in alcuni tratti diviene smosso e ci fa mettere giù il piede, ma poi riprendiamo senza indugiare. Speravo in qualcosa di più dolce, ma bisogna accontentarsi di quello che si trova. Siamo nel bosco, e non possiamo godere di alcun panorama; per questo non vedo l'ora di sbucare sull'altro versante della montagna per trovarmi di fronte agli spettacolari ghiacciai del Monte Bianco. Ancora un po' di salita e siamo al Col de Balme dove ci si può fermare per la classica fotografia seduti sul cippo di confine tra Francia e Svizzera, per saltellare continuamente da uno stato all'altro ripetendo all'infinito "ora sono in Francia... ora sono in Svizzera... sono in Francia... ed ora in Svizzera...", per acquistare al Rifugio una bottiglia d'acqua a 6 euro, oppure per mangiarsi un bel panozzo con formaggio di capra con la faccia rivolta verso gli imponenti ghiacciai del Mont Blanc.

Che meraviglia! Un minuto di silenzio.

....

Mandato giù il boccone, lanciamo un'occhiata alla discesa: ci sarà da divertirsi.
Superato un gruppo di escursionisti accompagnati da guida e con in dotazione un mulo in modalità "bagagliaio", possiamo concentrarci sulle difficoltà tecniche del single track. Con calma ed un briciolo di abilità innate, senza voler strafare, riusciamo a percorrere anche questi sentieri solitamente riservati ai freeriders. Come in salita, così in discesa, ci capita di sconfinare nel mountain biking puro, con nostra grande soddisfazione. Terminiamo la discesa su una carrabile che ci porta rapidamente nei pressi del paese di Trient; e come direbbe il Milzo, hai fatto Trient? Fai Trientun...
Così ci dirigiamo in salita al Col de la Forclaz e poi giù verso Martigny. 1700 metri più sotto, a 500 metri di quota fa un caldo infernale. Troviamo subito il collegamento con la rete ciclabile svizzera che ci porta a Nord seguendo il Rodano. Seguiamo la traccia GPS fino a Bex, in direzione di Gryon. Presso un bar chiedo informazioni sui campeggi nelle vicinanze, nella direzione del Col de la Croix. Vengo indirizzato a Barboleuse, ma mi dimentico di domandare quanto manchi a questo Bar.. buleee.... quello che è, sempre con la boccuccia stretta alla francese. Saremmo anche leggermente affaticati, ma ci tocca pedalare di nuovo in salita. Stiamo seguendo la mia traccia, ma vengo assalito da mille dubbi: avrò capito bene la direzione? Scendo dalla bici e mi dirigo verso una casa per domandare informazioni, ma tutto è deserto. Sono agitato, nel panico e fa caldissimo. Che palle!
Per fortuna arriva un ciclista in bici da corsa, tra l'altro piuttosto socievole e simpatico, che ci rassicura sul fatto che ci troviamo sulla strada giusta, nella giusta direzione. Meno confortante invece la nota riguardante i chilometri che ci tocca fare per arrivare a Bar.. buleee.. ssseee

Poi sembra di essere ritornati col fuoco sotto il sellino...
Dopo un bel po' di chilometri in apnea, giunti al campeggio, si può finalmente ritornare a respirare.
Con una parlata piuttosto particolare, da mia tant a post, il proprietario del campeggio ci raccomanda di posizionaci nel prato "avant le table" perché l'indomani mattina, alle 8 - uit oooor - sarebbe partito col rasaerba. Facciamo la doccia nel bagno delle donne, ma non ne incontriamo nemmeno una. Dario però stringe amicizia con un grosso ragno nero e peloso. Dopo cena ci rechiamo in paese per una passeggiata; ma non troviamo nulla di interessante per cui, saggiamente ci ritiriamo nelle nostre tede per il meritato riposo.
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