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mercoledì 19 settembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 14 | Oey - Innertkirchen

Lago di ThunCiclabile lungo il lago di ThunThe Dublin RoomPaleGuinnesGuinnes
Buona?Si scorgono grandi montiVerso GrindewaldGrindewaldScwharzhornDura Salita
Spunta l'EigerSenza trafficoStradinaSotto la pareteChe spettacoloPerse
SchwarzhornGrosse SchdeiggCascata




GIORNO 14 | Oey - Innertkirchen, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Vogliamo una buona volta partire calmi e rilassati? No, non si può. Appena esco dalla tenda mi viene il nervoso per via del bucato steso la sera prima ad asciugare, che ritrovo giustamente fradicio, così come la tenda, e così mi incazzo. Si potrebbe avere un po' di sole? Macché, neanche quello. Siamo posizionati all'ombra e mi vien quasi voglia di aspettare che si asciughi tutto; ciò vorrebbe dire fermarsi una giornata. Ovviamente non è possibile.
Dario ha malinconia di casa e questi sentimenti vengono esasperati dal fatto di trovarsi in compagnia di una persona schizofrenica. Ad un certo punto, fregandomene del bucato bagnato, metto tutto nelle borse, mi vesto e mi presento al cospetto di Dario da tempo pronto per partire.

Riprendiamo il tracciato della pista ciclabile e giungiamo a Wimmis dove si materializza di fronte a noi una Coop con la possibilità dunque, udite udite, di fare la spesa! L'homo ciclicus dopo aver soddisfatto il bisogno di dormire, deve procurarsi il cibo, e una volta che ha fatto abbondanti scorte di viveri, non può far altro che divorare tutto quello che ha procacciato seduta stante. Una signora, incuriosita dai grugniti animaleschi dei due uomini con caschetto riversi su un povero muffin, si avvicina e ci domanda da quale remota regione provenissimo... "from Savona, Liguria, Italia" ... rispondiamo.
Quasi me n'ero dimenticato e al pensiero di essere partito da così tanti giorni, e di aver percorso così tanta strada... rabbrividisco e mi si apre l'ennesima voragine nello stomaco. Era un po' di tempo che qualcuno non ci domandava del nostro viaggio, ed è bello assistere alle espressioni di stupore sui volti dei nostri rari interlocutori.

Dopo pochi chilometri giungiamo a Spiez, presso il lago di Thun.
Il tipico profumo nell'aria, l'acqua azzurra, le barche... mi sembra di essere al Lago di Garda! Metto in piedi una delle mie solite scenette: beh, tutti parlano tedesco... certo, siamo sul Gardasee, e riconosco le montagne... il Monte Altissimo, il Baldo... stiamo per raggiungere Riva del Garda... e...
Beh dai, ora basta con 'ste stronzate. Piuttosto mi è venuta sete. Appena fuori Interlaken avvisto un Irish Pub ed istantaneamente penso ad una Guinnes e ad un'altra cosa: una foto con la scura irlandese da dedicare all'amico Seby, in viaggio cicloturistico per l'Irlanda.

Il nostro viaggio prosegue verso Grindelwald. Percorriamo un altro bel tratto di ciclabile sterrata e ci fermiamo per mangiare il panino seduti nel prato. Si potrà sbriciolare nei prati svizzeri? Poco dopo, presso un piccolo villaggio, ci ricongiungiamo con la strada principale e ci troviamo di fronte ad un dilemma: sarà meglio continuare a seguire il tracciato della pista ciclabile che adattandosi alla morfologia del territorio, alterna tratti molto ripidi a tratti in leggera discesa, oppure passare sulla strada principale che sale di quota in maniera più graduale? Siamo curiosi di sperimentare la seconda possibilità, ma nel giro di poche centinaia di metri ci troviamo a fare equilibrismo sulla linea bianca al margine della carreggiata, immersi nel traffico, che non immaginavamo potesse essere così intenso in questa valle. Fortunatamente ci si ripresenta subito l'opportunità di tornare sul percorso studiato per le bici e cogliamo al volo l'occasione. Una volta giunti a Grindelwald iniziamo la vera salita, al cospetto di imponenti montagne tra le quali spicca il nome dell'Eiger, purtroppo coperto da alcune nuvole. Non che le altre pareti di roccia siano di minor impatto; lo Schwarzhorn è impressionante. La strada è chiusa al traffico ed i turisti possono raggiungere il Grosse Scheidegg o con le proprie forze oppure a pagamento in autobus. Una soluzione che dovrebbe venire applicata anche a molti bei passi alpini da noi in Italia.

L'ascesa è piuttosto impegnativa, ma ormai, dopo tanti giorni di fila in bici, siamo abituati alla fatica come non mai. L'unico problema è riuscire a reintegrare in tempo le energie spese, prima di andare in crisi di fame. Le barrette stipate nella capiente Gas Tank di Revelate Design risultano sempre utili allo scopo. Il sopraggiungere dell'Autobus è preannunciato da un concerto di trombe polifoniche il cui suono riecheggia per tutta la valle. Qualcosa di più sobrio no eh?

Una volta giunti al passo, indossati i giubbini antivento, scendiamo per asfalto fino a raggiungere un bivio che porta le mountain bikes verso un percorso alternativo in fuoristrada. Non vedo l'ora di percorrere una bella sterratona, o meglio un bel single track flow nel bosco e certo di non trovare nulla di difficile, seguito da Dario mi indirizzo per questa via.
Ci imbattiamo invece in un percorso piuttosto tecnico per i nostri mezzi, con tratti ripidi, radici e gradoni.  Dopo aver maledetto l'incauta scelta, dopo qualche chilometro ritorniamo volentieri su asfalto. Poco prima dell'abitato di Innertkirchen individuiamo un campeggio e concludiamo così questo ennesimo giorno di viaggio.

La signora che incontriamo all'ingresso non capisce una parola di inglese, ma riusciamo comunque a comprenderci a gesti e a posizionarci nel prato. Durante la cena avremo modo di assistere alla preparazione di una pasta alla svizzera, o alla tedesca, condita con sugo al pomodoro e pancetta e con strati di uova al tegamino, fette di formaggio e salse varie. I nostri 200 grammi abbondanti di pasta all'italiana messi a confronto con questa disumana preparazione, sembravano il pasto light di due fighette.

Tutti in branda che è meglio.

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