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martedì 4 settembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 8 | Cesana - Novalesa

Strada dell'AssiettaVal di SusaPerseChe SterrataSpeedNel Cielo
FantasticoPerseAssiettaDarioDarioVacche
Testa dell'AssiettaColle dell'AssiettaStrada dell'AssiettaStrada dell'AssiettaDall'AltoStrada Sinuosa
Un razzoMuro a SeccoColle delle FinestreColle delle FinestreSpesa a SusaA Novalesa
GIORNO 8 | Cesana - Novalesa, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Dov'eravamo rimasti? Ah si, mi son messo in tenda, bello rilassato dopo la passeggiatina in paese e la birretta, con un po' di musica nelle orecchie e puff.... è già mattina. Sbircio fuori per vedere se Dario è già in sella che mi aspetta. Ah no, sta dormendo; allora mi alzo ed incomincio a prepararmi. I muscoli delle gambe tirano un po' durante la notte, ma quando mi sveglio non mi sento affatto stanco. Ho come l'impressione che il mio corpo si stia abituando giorno dopo giorno al duro lavoro. Ma la testa? Quella mi preoccupa di più. Chissà se Dario è contento di essere partito per questo viaggio con un tipo come me, può darsi che ieri, con il mio exploit, gli abbia fatto cambiare idea.
Ecco, dal sibilo d'aria che sento provenire dalla sua tenda si capisce che sta ripiegando il materassino. Sono di nuovo in svantaggio! Doh! Dov'è finita la benedetta sacchetta del sacco a pelo!

Il sole sta asciugando la rugiada dall'erba un po' ovunque, tranne qua da noi. Facciamo trasloco nel tentativo di riuscire ad asciugare qualcosa prima di ripartire; nel frattempo passa una signora con il cane, che strattona violentemente la padrona verso un cespuglio, attirato da chissà quale odore. In quel punto sicuramente qualche animale selvatico avrà marcato il territorio.

Giorno dopo giorno vedo i bagagli acquistare sempre più volume come se crescessero, ma son sempre le stesse cose solo disposte in malomodo oppure gonfie d'acqua. Anche per oggi la tenda viene riposta umida nella sua sacca. Dai che si parte! Si va a fare shopping a Sestriere. In effetti a me occorrerebbe un paio di guantini nuovi in quanto durante la discesa verso il Monginevro ne ho perso uno dal manubrio, dov'era appeso.

La strada di Sauze di Cesana è poco trafficata e le montagne attorno stupende. Ben altro spettacolo sono gli ecomostri del paese più famoso della zona dove ci fermiamo solo per i miei acquisti. Con un nuovo paio di guantini Oakley alle mani, prendo la direzione della strada dell'Assietta, passando per il campo da calcio dove un bel po' di gente è imbambolata a guardare sventolare delle bandiere bianconere. Appena iniziata la salita chiamo il Vito per mandargli tanti saluti dai viaggiatori, magari riesco a convincerlo a raggiungerci con Elena per qualche giorno...

La strada è aperta al traffico delle 4x4 e delle moto; fortunatamente il traffico molto ridotto ci ha consentito di godere di questa altavia fino all'ultimo metro. Parecchi gli incontri di ciclisti in mountain bike, tra i quali sono degni di nota un pedalatore della domenica al quale era rimasta in mano una pedivella della sua sfavillante verdona Pininfarina ed un'altrettanto sfavillante biondina che ci ha fatto girare la testa.

Che gran bella giornata! Per pranzo si finiscono alcuni pezzi di formaggio con del pane fossile, rischiando a più riprese il soffocamento. Non si può neppure abbondare con l'acqua dato che non sono presenti fontane nei paraggi. È in arrivo una perturbazione che per il momento ci ripara dal sole preservandoci dalla completa disidratazione. I tratti in salita non sono mai troppo lunghi e ripidi, e riusciamo a godere di fantastici panorami. In lontananza si scorgono cime aguzze, ghiacciai.. son tutte vette che parlano francese, mi sembrano un po' troppo lontane e in una direzione non compatibile con il nostro percorso, ma magari mi sbaglio e domani saremo laggiù.

Oggi magari non ho fatto granché, ma se penso a dove sono partito il 28 Luglio, sento qualcosa bruciarmi dentro, e non è l'acidità di stomaco. Quanta strada che abbiamo fatto in questi giorni io e Dario, quante montagne abbiamo lasciato alle nostre spalle e quante ne vedremo nel corso di questa traversata; che soddisfazione! E siamo solo all'ottavo giorno...
Facciamo la foto in posa davanti al cartello del Colle dell'Assietta, ma per rendere un po' più esotico questo piccolo traguardo odierno, fingo di trovarmi in Nuova Zelanda. Sarà poi così più bella dell'Italia o della Francia la meta esotica? Magari più selvaggia? Anche nel nostro paese, ne sono sicuro, possiamo trovare delle zone fuori dal mondo, isolate.. basta cercarle.

Si prosegue diretti al Colle delle Finestre, ma dopo la sinuosa e polverosa strada dell'Assietta in discesa, ci aspetta una risalita su asfalto fino ai 2176 m di quota. Tutto questo, con poche energie residue si traduce in fatica. Indossiamo gli antivento prima di scendere a Susa anche perché il tempo sta progressivamente peggiorando e a tratti avvertiamo delle gocce di pioggia. Un altro ciclista ha appena visualizzato dal suo smartphone un bollettino meteo aggiornato che parla di grandine; meglio scendere prima che si scateni qualcosa di grosso.

La discesa è una meravigliosa successione di tornanti da far girare la testa; un gran divertimento.
Una volta giù a valle ci precipitiamo, sporchi, impolverati come siamo in una COOP per fare spesa. Focacce, pizze, frutta, verdura, delle zuppe... la pasta, il pane... e la crema Prep per cercare di rimediare un po' alle scottature che ci siamo procurati dopo ore ed ore di esposizione al sole senza creme protettive. Il naso e le orecchie bruciano.

Appena fuori ci avventiamo famelici sulle morbide focacce... e poi le pesche, le mele... una bella scorpacciata dopo il digiuno di mezzogiorno ci riporta in vita. Attiriamo l'attenzione dei passanti che ci guardano incuriositi. Immagino i loro pensieri "guarda quei tedeschi lì... mangiano come dei maiali... come se non toccassero cibo da giorni..." Intanto quella signora, più larga che alta, dovrebbe starsene zitta e andarsene a far la cacca.

Finito lo spuntino rischiamo numerose volte la vita, in poche centinaia di metri di strada, transitando per Susa. Un traffico indemoniato. Via via viaaaa! Alla prima deviazione possibile, ci liberiamo del traffico diretti a Novalesa, sulla strada per il Moncenisio. Domani si ritorna in Francia.

Come tutte le sere arriva il tormentone della ricerca di un luogo dove accamparsi. Ci si potrebbe accontentare di trovare un prato, ma non si sa mai chi vai a disturbare mettendoti in un pascolo a margine strada. Poi c'è il fattore acqua che torna sempre utile per lavarsi e cucinare. Dei ragazzi in bicicletta ci indicano la presenza di un campeggio in paese, ma non troviamo nulla. Appena fuori dal centro di Novalesa, lungo la strada, in una zona residenziale, addocchiamo una serie di piccole aree verdi recintate, con panchine, tavoli e una fontanella. Una signora è in giardino e ci osserva arrivare, le domando quindi informazioni sulla possibilità di accamparsi per una notte in quelle aree attrezzate. A risposta affermativa, montiamo rapidamente le tende in quanto un temporale è in arrivo.
Possiamo inoltre usufruire dei servizi di un bagno pubblico posto nelle vicinanze: che lusso!

Il temporale si manifesta a tratti proprio durante la cena dove sperimentiamo la nuova zuppa di legumi appena acquistata. Ci scottiamo la lingua per via del fatto che non abbiamo fame e la stemperiamo poco dopo bevendoci una birra al Ristorante della Posta. Il centro di Novalesa è molto carino e rustico. Avrebbe bisogno di qualche ristrutturazione, sempre seguendo lo stile che caratterizza questi piccoli ma affascinanti paesi di montagna, per acquistare ancor più valore, ma in questi giorni in Val di Susa si pensa ad altro....

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