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mercoledì 3 ottobre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 18 | Celerina - Livigno

Mulattiera del BerninaBella stradaLago sotto al BerninaLago Bianco


GIORNO 18 | Celerina - Livigno, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Dopo il fallimento ai fornelli presso il campeggio di Tiefencastel, con la bombola di gas esaurita, il mio Edelrid Hexon aveva bisogno di nuovo combustibile per ritornare operativo e così questa mattina, dopo colazione, mi reco presso un centro bricolage a fare acquisti.
Dopo diversi tentativi andati a vuoto, finalmente riesco a reperire il Coleman fuel, uno dei prodotti più indicati per i fornellini multicombustibile. Nei prossimi giorni avrò la possibilità di sperimentarlo.

C'è una grigia foschia nell'aria, l'atmosfera è piuttosto triste senza il sole; mi viene in mente la pianura padana con le sue nebbie. Spero vivamente che sia una situazione passeggera e che ritorni presto il bel tempo. La bella ciclabile ci porta a Pontresina e poi proseguiamo verso il Bernina, cercando di evitare il più possibile la strada asfaltata. Vi riusciamo piuttosto bene, e la strada è che stiamo percorrendo è così invitante che finiamo col ritrovarci imbottigliati alla stazione ferroviaria di Morteratsch. Dobbiamo risalire verso la strada principale e lo facciamo attraverso un bel sentierino che si arrampica per 100 metri nel bosco. Dario è preoccupato per la tenuta della ruota e smonta dalla bici nei punti più ripidi. A Livigno troveremo di sicuro un meccanico in grado di sistemargli il mozzo o di sostituirlo.

Una volta raggiunta la stazione di Diavolezza, possiamo ritornare su sterrato. Il ghiacciaio del Bernina è proprio davanti ai nostri occhi, bello come il sole che finalmente è ritornato a splendere sulle nostre teste e, ovviamente, sulle mie orecchie di carbone. Le creme ormai non servono più a nulla, non c'è più verso di recuperarle. Alcuni bikers stanno salendo con noi lungo questa bella sterrata, ma non ho una particolare voglia di comunicare con loro. Quando mi deciderò ad imparare un po' di inglese, forse cambierò atteggiamento e diventerò più loquace anche con chi non parla la mia lingua. Al momento mi sto concentrando sulla pedalata e sui panorami che mi circondano.

Ad un certo punto la strada subisce un'impennata e Dario, alle mie spalle, rimane a piedi. Per la seconda volta in questo tour, la trasmissione l'ha abbandonato. Gli toccherà camminare un po' per raggiungere Livigno. Stiamo per abbandonare la Svizzera e raccolgo i franchi rimasti. Mentre Dario prosegue verso Livigno, io mi fermo al bar del Passo per utilizzare le ultime monetine e salutare la Svizzera. È stato bello, è stato dispendioso, addio.

Scendo velocemente in compagnia di alcuni motociclisti, che mi rallentavano nelle staccate prima delle curve, e poi svolto a sinistra verso il Passo della Forcola. Il traffico è davvero intenso e gli italiani in auto sono assolutamente irrispettosi dei ciclisti. Di sicuro io non posso scomparire dalla corsia, come vorrebbero, e dunque mi prendo lo spazio che mi spetta. A volte anche qualcosina di più per obbligarli a rallentare (Finger).

Mentre Dario passeggia portando a spasso la bici, io mi guardo alle spalle alla ricerca di un possibile passaggio. Vedo sopraggiungere una macchina ammiraglia delle corse ciclistiche, seguita da un grosso furgone del team. Faccio il gesto dell'autostop indicandogli nel frattempo il povero Dario. Niente. Passano senza nemmeno voltarsi. Forse se avessi mostrato il dito giusto, si sarebbero fermati.

Lo scollinamento arriva anche piuttosto rapidamente, e poi discesa verso Livigno. Poco prima di raggiungere il paese, come da programma si va diretti al campeggio per prendere posto presso il famosissimo camping dove solitamente soggiorna Dario. In questo periodo è completamente intasato dai camperisti, così come il paese è preso d'assalto per i folli acquisti da una moltitudine di persone. Nel frattempo è giunta ora di pranzo, ma Dario sembra in difficoltà sul da farsi: nei paraggi non ci sono panchine, né tavolini dove fermarsi. Ohibò, è così difficile sedersi in un prato e farsi una pastasciutta? L'acqua del torrente c'è, la pasta pure. Ci arrangiamo con gli avanzi della spesa della sera precedente, ma alla fine riusciamo a saziarci.

Dopo pranzo montiamo le tende, anche se a fatica ho digerito la sosta anticipata. Mi metto l'anima in pace e mentre Dario va in paese in cerca di assistenza tecnica, io mi corico e mi rilasso.
Poco dopo ricevo la telefonata del mio compagno di viaggio che è riuscito a farsi sistemare tutto. Bene. Una volta rientrato alla base, rimontata la ruota, scendiamo a Livigno per fare un po' di spesa e magari per valutare l'acquisto di una macchina fotografica. Mi piacerebbe dare il mio contributo alla raccolta di immagini del viaggio. Purtroppo a Livigno c'è una bolgia infernale; il paese è sotto assedio e non si riesce a respirare. Dopo aver fatto la coda nel negozio di alimentari e aver visitato qualche gioielliere d'elettronica senza trovare l'apparecchio desiderato, ritorniamo con piacere verso il campeggio.

Dopo la solita abbondante cena, ci ritiriamo nelle tende. Ricevo la telefonata di Mauro che vorrebbe raggiungerci all'altezza di Chiusa e venire a trovarci per una pedalata in compagnia. Sta arruolando volontari tra le fila dei Bikers di Brescia, ma sembra che al momento l'idea non riscuota molto successo. Ci farebbe piacere rivedere qualche amico, ma ci rendiamo anche conto che la trasferta per raggiungerci sarebbe piuttosto lunga.

Domani si riprende a pedalare, e non vedo l'ora.

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