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giovedì 18 ottobre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 21 | Val Sarentino - San Vigilio di Marebbe

Passo delle Erbep.so delle Erbe da LusonSopra Brixencargo VWdal bassole migliori mangiate
Fettina di strudel?Lazfonser KreuzBel posticinoLazfonsDiventa sentieroripida
Sterrata ancora per pocoSalitaSass PutiaIncontriamo Spiz



GIORNO 21 | Val Sarentino - San Vigilio di Marebbe, il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Questa notte sono riuscito a dormire malgrado mi trovassi in bilico e slittassi verso valle, con la sola tenda a trattenermi dal ruzzolare giù dal prato. Appena uscito dalla tenda, avverto l'immediato bisogno di trovare un bagno con wc e bidet, ma anche questa volta dovrò accontentarmi dei servizi offerti dal bosco. Sono un uomo tendente al selvatico oppure no?

Il sole è ancora nascosto dietro alla montagna e dopo una veloce colazione ci avviamo per andargli incontro e scaldarci un po'. Superato il paese di San Martino, inizia la ripida salita verso la Malga Getrum, prima su asfalto e successivamente su sterrato. La strada è molto bella e dopo un centinaio di metri di dislivello giungiamo presso uno spiazzo nel prato, lontano dalla strada e dal centro abitato, che sarebbe risultato ideale per piantarvi le tende. Purtroppo a volte per il timore di non riuscire a trovare nulla proseguendo lungo la strada, ci si ferma in anticipo dove il posto è sicuro.

Se non abbiamo osato ieri sera, lo faremo stamattina, puntando come da programma verso il Rifugio Lazfons. Un tratto di salita sarà a piedi, lo sappiamo; ma è solo un piccolo prezzo da pagare per raggiungere un luogo incantevole. Dopo aver superato la malga, la strada prosegue ancora per poco come tale per poi trasformarsi in un sentiero. Riusciamo a pedalare ancora per qualche metro, poi scendiamo dalle bici ed incominciamo a spingerle. In questi momenti ci si rende conto di quanto effettivamente siano pesanti i nostri mezzi, che diventano macigni ingestibili anche solo per superare qualche gradino di roccia.

In questi faticosi momenti mi sento un cicloturista un po' più avventuriero, sento di avvicinarmi un po' di più ai miei idoli ciclistici "Seba ed Ausilia", che rimangono pur sempre irraggiungibili. Lasciato il confort della strada il viaggiatore freerider scopre quanto sia duro il cammino sulla terra, ed è in questi momenti che deve alzare la testa e guardarsi attorno, per riempirsi del mondo, inspirare a pieni polmoni, e rimanere in silenzio.

Superiamo il passo e giungiamo al Rifugio, stracolmo di gente seduta ai tavoli, intenta a sorseggiare boccali di birra e alle prese con le delizie della cucina. Anche il nostro stomachino vuoto reclama qualcosa e ordiniamo Strüdel e Radler; dopo un assaggio di selvaticità ora ci lasciamo coccolare dai comforts della civiltà. È un peccato che Mauro e i Bikers di Brescia non siano qui con noi; i momenti trascorsi a tavola, in compagnia di amici, molto spesso sono tra i più piacevoli. La foto con la fetta di dolce è dedicata a loro! Dopo la pausa meritatissima salutiamo il rifugio ed incominciamo la discesa verso Bressanone. Inizialmente è molto ripida poi diviene più godibile.

Riprendiamo l'asfalto poco prima del paese di Lazfons e proseguiamo in quota prima di scendere definitivamente a valle a Bressanone. Entro in una panetteria invitante e acquisto un paio di tranci di pizza vegetariana per il pranzo. Si mangia in piedi, quasi di fretta, perché la fame è troppa. Poi viene il momento di un buon gelato in centro al paese; da quando siamo partiti questo è il primo gelato che mangiamo. Slurp! Il caldo dell'estate si fa sentire qui a bassa quota e parte della salita verso il Passo delle Erbe ci farà un po' soffrire; soprattutto dopo l'abitato di Lüsen. Dario ha di nuovo problemi con la ruota libera e, dopo qualche giorno sereno, ritorna su di noi questo alone di preoccupazione. Facciamo fatica a procurarci dell'acqua fresca perché mancano le fontane; in più la strada è molto ripida ed esposta al sole.

Va molto meglio all'interno della valle, lungo la bella strada che ho scelto per salire ai duemila metri del Passo al cospetto del Putia. Purtroppo, pur essendo una via secondaria, molti automobilisti e motociclisti la percorrono e non riesco a trovare un senso a questa cosa considerato il fatto che c'è un'altra strada per loro più sicura ed agevole. La salita si dimostra impegnativa dal punto di vista energetico ma anche psicologico, fino a quando rimane relegata in fondo alla valle, lungo il corso del torrente. Poi finalmente si apre e viene svelato il bellissimo paesaggio dolomitico.
Ci manca poco per concludere anche questa giornata, e allo scollinamento mando un messaggio ai miei genitori per avvisarli del mio prossimo arrivo.

Mi ero illuso che la salita fosse finita, in verità ne mancava ancora un po' e con le forze agli sgoccioli, non riuscendo a scorgere la fine del tunnel per un attimo mi sono lasciato andare allo sconforto. Forse l'idea di raggiungere San Vigilio di Marebbe e la mia famiglia mi aveva portato a sottovalutare i fattori del chilometraggio e del dislivello. Casualmente mio papà era salito in auto fino al passo delle Erbe e per poco non ci siamo incrociati. L'incontro è rimandato a pochi chilometri dall'arrivo. Un ultimo sforzo ed entriamo a San Vigilio e chi ti appare davanti? Spiz! Non posso credere ai miei occhi, un amico di Cremona che non vedo da un sacco di tempo, è in vacanza proprio qui. È un vero piacere incontrarlo e avremo occasione di bere qualcosa insieme, domani, considerato il fatto che ci fermeremo per un giorno di riposo.

Arriviamo presso il residence dove soggiornano i miei e dal balcone arrivano i primi saluti. "Eccoli! Sono arrivati!!" Al telefono non mi ero spiegato bene con i miei genitori e così giungiamo con un giorno di anticipo a turbare un po', diciamo a vivacizzare l'armonia vacanziera che si era creata. Subito doccia e poi bucato di tutto per lavare via un po' di sporco e odore dai vestiti purulenti. Una cena a chiacchierare e a giocare con i nipotini e poi a letto. Dedicheremo la giornata successiva al riposo, alle pennichelle, alle mangiate e alle bevute, ma non riusciremo a toglierci di dosso il peso della ruota libera di Dario, la cui storia continuerà nei prossimi giorni...
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