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lunedì 5 novembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 25 | Pontebba - Kobarid (Caporetto)

Finalmente presenze femminiliPaesini SloveniBelle sterrateRigeneranteIsonzoIsonzo
Valli In SloveniaChe Monti!FortiVette imponentiSlovenijaSlovenija
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GIORNO 25 | Pontebba - Kobarid (Caporetto), il set fotografico di Dario Gnali su Flickr.

Nella notte, petardi e lupetti mannari, in un momento di festa, di gioco, a mezzanotte. Negli accampamenti degli scouts può succedere anche questo. L'indomani mattina siamo i primi ad alzarci e dopo un'abbondante colazione ci mettiamo subito in marcia. Giungiamo a Pontebba e imbocchiamo la bellissima pista ciclabile Alpe Adria che ci porta fino a Chiusaforte. Peccato per i tratti ancora chiusi non segnalati lungo il percorso, per cui all'improvviso ci siamo trovati con la strada sbarrata, costretti a scendere sulla strada principale, aggrappati ad una corda, giù da una bozza di sentiero tra rovi ed arbusti.

Peccato perché poco prima, sul vecchio ponte ferroviario, e nelle gallerie, mi ero divertito molto con il mio trenino a pedali, facendo ciuf ciuf ... con la bocca (lo so che avevate già pensato che avessi fatto ciuf ciuf in altro modo). Ci fermiamo per una spesetta e poi incominciamo a salire diretti al confine sloveno. Intorno a noi bellissimi boschi, e torrenti dalle acque azzurrissime. Si sale fino a circa 1200 metri di quota, e si raggiunge Sella Nevea; un postaccio pieno di casermoni e orribili ecomostri. Ne esco disgustato. Spero proprio che queste località vengano recuperate da gente con la testa sulle spalle, dotata di un certo buon gusto e di rispetto per l'ambiente. Sulle sponde del Lago di Predil ci fermiamo per la pausa pranzo: come al solito pane e formaggio. Gradirei molto di più una bella insalata mista, con tante varietà di verdure fresche; da vegetariano ne sento la mancanza. Inoltre le temperature sono piuttosto alte in questi giorni e frutta e verdura risulterebbero ideali per rinfrescarci.

Appena ripartiti dal lago giungiamo presso un bivio: siamo ai margini dell'Italia e ci vengono offerte due possibilità. A sinistra l'Austria, a destra l'ormai prossima Slovenia. Se girassimo a sinistra cosa succederebbe? Andremmo fuori traccia, ci allontaneremmo dalla meta, dal traguardo, ed il nostro viaggio continuerebbe altrove, magari per un'altro mese, o per un anno... miii
Per questa volta ci accontentiamo così, in effetti man mano che Trieste si avvicina, sento sempre più dentro di me la voglia di pedalare per raggiungere il capoluogo friulano e tornare a casa. A Passo Predil varchiamo il confine e passiamo l'ex dogana, ormai abbandonata. La prima impressione è che qui in Slovenia si siano presi cura meglio rispetto a noi, delle belle montagne e della natura. I piccoli paesi che attraversiamo profumano di erba appena tagliata e mi viene in mente la Svizzera, con i suoi verdi prati sempre ben tosati.

Lungo la strada che scende rapidamente verso Bovec, superiamo un'auto accostata  e scorgiamo una persona intenta a riempire delle bottiglie. Senza dubbio quell'acqua deve essere fresca e pura; dunque ci fermiamo a riempire le borracce. Qui incontriamo una persona che si incuriosisce, ci fa domande. L'incontro con la gente è un fattore importante nell'esperienza di un viaggio e forse il nostro viaggio è stato un po' troppo solitario. Probabilmente è per via del nostro carattere poco espansivo. In Francia, a Beaufort è stato piacevole chiacchierare con la famiglia olandese, in Svizzera una signora si era seduta con noi all'ingresso del supermercato per domandarci da dove venivamo e dove eravamo diretti. Poi nient'altro. Mi è parso che in Italia il cicloturista riscuota ben poco interesse, ma la "colpa" principale è nostra, ci manca l'iniziativa per attaccare bottone.

Una volta giù a valle, iniziamo a seguire il corso del fiume Soča che in Italia prende il nome di Isonzo. Il caldo è terribile e non sappiamo come sfuggire alla sua morsa. Dario propone un "bagnetto", ma non ho voglia di infilarmi in una spiaggetta affollata. Nel frattempo abbiamo deviato su sterrato, per una carrabile che ci condurrà chissà dove, però la traccia non può che essere corretta, infatti stiamo ripercorrendo a ritroso il tragitto di un ragazzo spagnolo che nel 2009 completò la traversata Alpina da Trieste a Ventimiglia in mountain bike. Quindi calma e sangue freddo e andiamo avanti. A parte che il sangue è in fase di ebollizione, quindi urge stemperarsi nel torrente. Ad un tratto avvistiamo una bella bagnante, ma non osiamo disturbare la sua pace; ci fermiamo poco più avanti, con la speranza che la corrente ci porti tra le braccia un gradito dono. L'acqua è limpida e fresca e ritroviamo lo stato di benessere che pedalando sotto il sole cocente avevamo perso. Con i vestiti completamente inzuppati d'acqua ci rimettiamo in sella, ma l'effetto rinfrescante dell'acqua dura un attimo. La strada è molto bella, ma a volte il fondo ghiaioso e qualche tratto ripido ci costringe a piedi. Il vantaggio è che siamo in pace, nel bosco, lontano dal traffico. Tra la vegetazione, dall'alto, a tratti riusciamo a scorgere il fiume, sotto di noi, e volte intravediamo i kayakisti che scendono, trasportati dalla corrente. Più a valle li aspetta un furgone - un po' come i downhillers nella mountain bike.

Fatica, caldo, sudore, stanchezza. Ad un certo punto, dopo aver raggiunto il paese di Drežnica, individuato il simbolino di un campeggio sullo schermo del GPS e non volendo rischiare di trovarci nel bel mezzo della campagna slovena, senza un posto dove poterci fermare, decidiamo di puntare verso la sicurezza del camping di Kobarid. Oggi percorsi 93 km, non ci meritiamo una birra? Dopo la doccia, dopo aver montato le tende, ordiniamo due medie - pivo točeno - in sloveno. Paghiamo e .... ma ci deve essere un errore! Quattro euro e quaranta centesimi per due boccali da mezzo litro? Nessun errore e la serata, finalmente, dopo 25 giorni di bici, sarà all'insegna della birra; leggera fin che vuoi, ma pur sempre birra.

Il campeggio è ben attrezzato e dal computer nel piccolo bar/reception, riusciamo a mandare un messaggio ai nostri amici attraverso il forum. Fa caldo, ma alcuni temporali sono in arrivo e la notte e la mattina seguenti saranno caratterizzati da forti precipitazioni. Domani riusciremo ad arrivare a Trieste? Non è da escludere questa possibilità...
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