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martedì 6 novembre 2012

Traversata Alpi 2012: GIORNO 27 - TRIESTE

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Piazza Unità d'ItaliaTriesteTrieste




TRIESTE, un set di Dario Gnali su Flickr.

Che bisogno c'era di arrivare fino a Trieste? Le Alpi sono già finite da un bel po' e qui non c'è più nulla che mi interessi. Mi sarebbe piaciuto andare a mangiare qualche dolce nella pasticceria che mi aveva consigliato un amico, ma non saprei proprio dove andarla a trovare.

Inoltre oggi non riesco in nessun modo a scrollarmi di dosso il pensiero di salire al più presto sul treno e tornare a casa. Nei giorni precedenti, mi son lasciato trasportare molto da questa idea e la vicinanza della meta, del traguardo prefissato si è fatta sentire psicologicamente.

Ieri sera, deviando per il campeggio, abbiamo dovuto abbandonare la traccia e questa mattina dobbiamo rimanere sulla strada principale per Trieste. Inizialmente si pensava di imboccare la strada costiera fino al capoluogo friulano; peccato che la ferrovia tagli tutte le strade che prendono la direzione della costiera; almeno guardando il piccolo schermo del GPS. Dopo un paio di tentativi andati a male, mi rassegno dell'idea di continuare per la trafficata arteria stradale che stiamo percorrendo. I gas di scarico mi fan venire il mal di testa.

La strada sale di nuovo e raggiungiamo nuovamente circa 250 metri di quota. Ora basta però. Vedo il cartello stradale del paese di Prosecco e dico a Dario che vorrei fermarmi a bere un prosecco. La battuta non provoca la benché minima reazione e capisco che è il segnale. Siamo alla frutta.

Finalmente si scende ed è bellissimo. L'aria mi rinfresca, ed in lontananza scorgo una grossa città. È Trieste! Ci fermiamo per una foto al cartello stradale e tieh! Siamo arrivati! Per prima cosa andiamo in stazione ad acquistare i biglietti per il viaggio di ritorno in treno. Abbiamo tutto il tempo per girovagare un po' per la città. In piazza Unità d'Italia facciamo una foto commemorativa.

Alla vostra sinistra potete ammirare Dario sorridente, felice e contento e alla vostra destra Perse, che ne ha pieni i sacchi a pelo e sbuffa irrequieto.



"Ci fermiamo a bere qualcosa qui in piazza?" Propone brillantemente Dario. L'idea è buona, ma a patto di evitare lo spennamento in un bar da signori.
Defilandoci in un locale di seconda scelta, brindiamo alla Traversata appena conclusa con due birre medie, che dopo i 2.20 euro della Slovenia, appaiono ben care ai nostri magri borselli.
Non sapendo come ammazzare il tempo, decidiamo di ammazzarci su una rampa pazzesca salendo al Parco della Rimembranza, ma la visita dura poco in quanto Dario, avendomi perso di vista, scende verso il porto. Le vie della città sono molto trafficate e cerco rifugio in una zona pedonale dove è presente anche un piccolo mercatino ortofrutticolo. Colgo al balzo l'occasione e mi fermo per acquistare un po' di frutta da mangiare al momento come pranzo.

Ha qui inizio una piacevole conversazione con il venditore ambulante e la ragazza sua impiegata presso il banco. Parliamo del viaggio, per il quale mostra un certo interesse, non nascondendo un certo stupore. Io faccio domande riguardanti la vita in una città di frontiera; la vita in Italia è cara, i prezzi sono più alti, ci sono più tasse. Dunque si abita in Slovenia e si lavora in Italia.

Quando decidiamo di avviarci verso la stazione, la ragazza ci vieni incontro donandoci un sacchetto con vari frutti, come omaggio di Trieste ai due viaggiatori. Una gentilezza molto gradita. Ringraziando, salutiamo Trieste ed il suo lato gentile.

Poco dopo, giusta contrapposizione al fatto avvenuto pochi minuti prima, un autobus, sopraggiungendo alle nostre spalle, ci suona e ci invita maleducatamente ad accelerare perchè intenzionato a fermarsi nell'area di sosta che noi stiamo attraversando troppo piano per i suoi gusti. Un bel dito medio ed un sonoro vaffanculo giungeranno in omaggio al conducente, che ovviamente replicherà poco dopo lungo la strada. Dopo il simpatico scambio di vedute, giunge il momento di salire in carrozza. I vagoni per le biciclette sono un altro insulto al ciclista, questa volta da parte delle ferrovie dello stato. Già l'accesso al vagone risulta difficoltoso, in più, a complicare il viaggio ci si mettono gli spazi esigui assegnati alle biciclette ed in seguito, al momento del cambio treno, i passaggi da un binario all'altro, sollevando la bici con i bagagli lungo le scale dei sottopassaggi. In uno di questi momenti fortunatamente sono stato aiutato da un altro cicloturista.

Ne abbiamo incontrati numerosi in treno, e ho trascorso il viaggio da Venezia Mestre a Brescia in compagnia di una coppia che aveva viaggiato per l'Istria. Persa la coincidenza di Brescia, senza titubare abbiamo optato per il ritorno in bici. Appena partiti, vedo Dario partire a razzo, sicuramente desideroso di bruciare velocemente questi ultimi chilometri che lo separavano da casa, quindi gli raccomando di non aspettarmi e lo lascio andare con il suo passo.

In un viaggio lungo un mese, sotto la morsa della fatica, dello stress, la nostra amicizia è stata messa alla prova, ma ha retto senza problemi. Qualche piccola incomprensione, qualche incazzatura sempre riassorbita nel migliore dei modi. Ora che il viaggio è finito, lo saluto, lo lascio correre libero per la sua strada. Anch'io mi sento bene. Pedalo tranquillo lungo la ciclabile per Cremona. Il sole tramonta e le luci della mia bici si accendono; il Rohloff fila che è una meraviglia, la mia Surly è andata bene. Che gran mezzo, che soddisfazione.

Entro in città e da un bar mi giunge un saluto in tedesco; "CIAO" - replico - "Sono Italiano, e di Cremona!"
Riabbraccio i miei e mi faccio una bella doccia, a casa mia, nel mio bagno. La bilancia segna -8 Kg. Mi guardo allo specchio e mi vedo in forma strepitosa. Peccato che Agosto sia finito e dopodomani si ritorni al lavoro, alla solita vita.

Così la Traversata delle Alpi è terminata ed è stata un successo. Devo ringraziare Dario, oltre che per la compagnia, per aver fissato molti ricordi di questo mese itinerante con le sue magnifiche fotografie. Dopo un viaggio di questo tipo si hanno un bel po' di argomenti su cui meditare: ad esempio vale la pena spremersi in questo modo per completare una traversata, oppure è meglio lasciar perdere l'impresa concentrandosi maggiormente sul lato vacanziero del viaggio?

Ma pensandoci bene non è stato neppure difficile... o forse si... boh, lasciate che ci pensi ancora un po'....


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