Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

martedì 18 dicembre 2012

Singlespeed Ciclocross Italian Series - Vigno Cross

Sabato alle 10 ricevo una telefonata da Pierangelo Vignati, il Vigno. Sono appena arrivato, in bici, al negozio bio per fare un po' di spesa salutista. Mi dice che c'è bisogno di aiuto per la tracciatura del percorso di gara, e che è già d'accordo con Spiedo per raggiungerlo, presso il Parco della Galleana, a Piacenza. Dovremmo esser là per mezzogiorno circa, quando di solito si pranza; ma si tratta di uno strappo ad una regola che, come mi dicono in molti, è fin troppo consolidata tra le nostre/mie abitudini. Vuol dire che farò uno spuntino prima di partire; qualche noce, una mela e via.

Il parco è imbiancato, la neve molle, fradicia. Provo qualche tratto in bici, man mano che si passano le fettucce e mi rendo conto che, con queste condizioni, domani sarà dura. Pur spingendo sui pedali, non si va avanti. Sarà un massacro. Riesco a captare le problematiche organizzative di Spiedo e Vigno: una telefonata dietro l'altra, il casotto chiuso per neve, le chiavi da recuperare, il tracciato, il pranzo, i bruciatori, le pentole, l'acqua. Sara, Ghitte e Cene... è una settimana che sono al lavoro sui fornelli per soddisfare tutti, domani, al banchetto dopo la pedalata.

Ed il fatidico giorno arriva. Sveglia alle 7 e poca voglia di uscire dal letto, da tanto si sta bene, al calduccio, sotto le coperte. Dai, su, facciamo questo piccolo sforzo. Alle 8 sono sotto casa di Ema, sicuramente troppo presto, lo so. Infatti siamo i primi ad arrivare al parcheggio nei pressi del parco e rimaniamo in standby in auto fino all'arrivo di Spiedo e famiglia. A volte maledico la mia eccessiva puntualità, soprattutto quando esagero ed anticipo. Una cattiva abitudine. Si sarebbe potuto dormire qualcosina in più.

Filiamo di corsa nella casupola che oggi ci ospiterà per il pranzo, cercando un minimo di riparo dal freddo pungente che c'è fuori. La voglia di uscire è pari a zero e quando Mario, passandomi di fianco mi borbotta: "ah, no, oggi non corro" capisco che la situazione è seria. Cosa fare? No, non ci si può tirare indietro. Ho deciso di coprirmi bene, vestendomi come se dovessi pedalare in Alaska, intanto si sa che sono un freddoloso, per nulla stoico; non sono sufficientemente temprato per le rigide temperature invernali e soprattutto non mi voglio ammalare. Due paia di pantaloni, due maglie, guanti e cuffia; son pronto! Fuori qualcuno accenna un timido riscaldamento nella neve, ma fa una mezza pedalata ed ha già il piede a terra. Non si va. Non c'è verso.

Tocca ai bambini e ho l'occasione di scaldarmi un po', facendo assistenza a Fede in bmx. Pronti, via! Subito alcune barriere in legno e poi un lungo tratto impedalabile nella neve. Aiuto Fede più che posso, vedo che riesce ad andare avanti e penso che sia già un'ottima cosa; poi al secondo giro cade, "mamma, speriamo non si sia fatto male", lo aggancio con le mie manone, lo rimetto in piedi, anche se molto probabilmente non avrebbe avuto bisogno di aiuto, e lo rimetto in sella. È tutto ok e finisce la gara tra gli applausi del pubblico. Fantastico!

Ora tocca a me. Fede non ha voglia di spingermi durante la corsa, quindi mi devo arrangiare con le mie forze. Vado a provare il percorso, faccio un giro e mezzo, e tiro le mie conclusioni: devo sgonfiare i tubolari di parecchio altrimenti non si va da nessuna parte e non ci si diverte. Dopo quest'ultimo setup son pronto per la partenza. Dopo le giuste raccomandazioni del Vigno, tra le quali è stato messo l'accento sul fatto che si trattava di una corsa tra amici, è incominciato il fermento prima del via. In un video pubblicato su facebook si vede chiaramente come Silvano Croci cerchi di anticipare i tempi per avvantaggiarsi, ma nella foga, poco dopo il semaforo verde, finisca a terra e vanifichi tutti i suoi sforzi. Una scenetta veramente esilarante.

Ghido ha uno scatto felino e per qualche centinaio di metri è davanti a tutti. Io parto di corsa e salgo in sella solo dopo aver preso un po' di velocità, ma è tutto vano; poco dopo sono di nuovo giù dalla bici. Il primo giro è stato pesante, difficile, per le condizioni della neve; poi la situazione è andata migliorando ed il divertimento in sella è aumentato man mano che si formava una traccia battuta. Splendide le parti di single track nel bosco, dove il Baffo, mi dicono abbia fatto evoluzioni e avvitamenti su se stesso dopo aver cocciato col manubrio contro uno dei tanti alberi tra i quali si doveva zigzagare. Mitica la salita "della morte" per un ripido argine, dove in caso di necessità, erano pronti alcuni volonari pallanuotisti, per una mano.

©Martino Vincenzi
Dopo l'esperienza di "scazzo" in occasione del primo evento ciclocross single speed, quest'oggi ho trovato gli stimoli giusti per impegnarmi quel che basta e divertirmi. Merito del percorso molto divertente, merito del duello con Silvano Croci fino all'ultimo giro, quando è riuscito definitivamente a starmi davanti. Non ho mai visto i primi due, due gazzelle in fuga; anzi, una di loro è per la precisione una lepre bresciana. Non è cosa semplice fare 45 minuti ed un giro su un tracciato ostico come quello di domenica, e alla fine, devo dire la verità, non vedevo l'ora di fermarmi e protestavo ogni volta che, passando sul traguardo, mi veniva detto di continuare. Ma quando ho visto Paolo Bertelli, compagno di avventura alla Liegi Bastogne Liegi, ho capito che dovevo escogitare qualcosa per il taglio del nastro con lui, un arrivo come si deve per la Vigno Cross di questa domenica di Dicembre.

"Vieni Paolo, dai che facciamo un arrivo trionfale" - gli dico.
Quando poi all'ultima curva ci abbracciamo, con l'anteriore in balia del ghiaccio e della neve, qualche brivido ci assale, qualche dubbio sul folle gesto ci viene. Ma ormai è fatta, mancano pochi metri, e ridendo come matti giungiamo sani e salvi al traguardo.

Che bella la bici che unisce.



©Martino Vincenzi

Dopo l'epica crossata nella neve, è finalmente il momento per il pranzo. Canederli vegetariani in brodo vegetale, chili piccante con carne per gli onnivori ed un piatto speciale a base di verze e fagioli per il sottoscritto. Crostata come dolce, acqua e vino a volontà.  Perle di bontà, tante gentilezze e attenzioni da parte di chi ha preparato tutte queste cose con amore; cose che fanno piacere al palato e allo spirito. Grazie a tutti per la bella giornata: grazie agli organizzatori, ai cuochi, ai fotografi, a Silvano che fa partenza anticipata e cade, a Paolo che sghignazza con me all'arrivo. È bello andare in bici, è bello stare in compagnia. Buone feste a tutti. Alla prossima!
Posta un commento