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lunedì 11 febbraio 2013

Santa Maria del Giogo e oltre...

Fantastico!

La pedalata di ieri ci voleva proprio.
Un vero toccasana per lo spirito insoddisfatto che gironzola dentro di me, senza pace.

Trascorro il sabato a casa, pur essendo una bella giornata di sole, guardando e riguardando vecchi video, vecchie foto.
Bei tempi quelli in cui univo al piacere dell'escursione in MTB, il diletto della fotografia, delle riprese video.

Anni 2007, 2008... 2010 tutti ricchissimi  di ricordi, belle immagini a coronamento di stupende gite in montagna in compagnia di persone speciali.
Poi ho incominciato con i video; altrettanto belli ed emozionanti.

Da un po' di tempo sono fermo e la fotografia mi manca un po'. Non sono uno specialista, non sono un artista, però qualsiasi scatto è utile per fermare il tempo, l'istante e riviverlo in qualsiasi momento e luogo, nel futuro.

Così sono ritornato in sella e alle 8, anche un po' prima, sono con Dario davanti al "rifugio" di Vito ed Elena. Parchieggiamo l'auto, beviamo un caffé e partiamo a tutta birra. Con me oggi ho una macchinetta Canon, una compatta niente male con un graffietto che rompe le scatole con i video, ma per fare foto va benissimo. Son contento, felice come un bambino.

Arriva la prima salita, la prima rampa della giornata, ed incomincio a provare qualche foto. Vito ci guida lungo i percorsi di Gussago, bei sentierini, brevi ma divertenti. Terminata la prima discesina nel bosco, arriva la seconda lunga rampa, in parte cementata, in parte sterrata. Anche se fuori c'è freddo, molto freddo, con le temperature al di sotto dello zero, le nostre "olane" si surriscaldano.

Il nostro giro però è caratterizzato da diversi saliscendi e poco dopo, su asfalto subiamo nuovamente l'aggressione dell'aria gelida sulla faccia. In località "brandelli di olane" ci fermiamo per riprendere fiato e calore in un caratteristico bar old style, dove il locale è contiguo alla cucina dell'abitazione dei titolari. Una situazione molto intima che ci piace. Un signore racconta ai suoi coetanei di non essere sceso a Brescia da almeno 15 anni, naturalmente parlando in un dialetto molto stretto. In città non c'è nulla di cui lui abbia bisogno e sono d'accordo con lui. Anche Dario lo è.

Il gelo passa velocemente, con l'arrivo di una nuova salita e giungiamo a Santa Maria del Giogo in tempo per approfittare dell'ospitalità un po' frettolosa del locale. Qui di domenica c'è il pienone e noi riusciamo a trovare quattro posti solo perché siamo in anticipo sulla tabella di marcia di coloro che hanno prenotato. Ordiniamo 4 piatti di tagliatelle: due ai funghi e due al pomodoro. Quelle al pomodoro ci arrivano, ma quelle ai funghi no; al loro posto arriva il sugo di carne. Io nel frattempo faccio foto e sorrido dalla felicità. Foto! Foto! Foto!

Dario sembrerebbe intimorito dalla mia frenesia, ma in realtà non sfodera la sua Sony professionale per non rovinarmi la festa. Dopo il veloce pranzo ed il terzo caffé di giornata, indossiamo le protezioni perché è tempo di scendere. Un bellissimo sentiero tutto curve, molto divertente e veloce. Ululiamo tutti di gioia. A volte capita di sentirsi a proprio agio in bici, di riuscire a controllarne i movimenti, a posizionarla dove si vuole lungo il percorso. Ieri, molto spesso mi son sentito così; ma è un po' che ho questa fortuna. Credo che il mio feeling con la Singular Buzzard sia giunto ad ottimi livelli ed in queste condizioni ci si diverte veramente tanto.

Tengo le gomme gonfiate a tuono e devo dire che liberarsi delle pizzicature è una gran cosa. L'altra faccia della medaglia è che non è sempre facile riuscire a gestire la schiettezza e la ruvidezza del mezzo quando ci si trova sullo sconnesso.

Una volta giù in valle non è ancora finita. Si risale alla sella dell'Oca e quest'ultima fatica diviene la più gravosa dopo un'intensa giornata in bici, con le forze che man mano calano. La discesa purtroppo non è come piace a noi, ma una volta sul Monte Peso, ritroviamo bei sentieri molto divertenti. Siamo nella palestra personale di Vito ed Elena, e concludiamo in bellezza il bel giro di oggi.

La festa però non finisce qui. L'ospitalità del "Rifugio della felicità" è ormai leggendaria e verso le 18, accompagnati da musica d'altri tempi, in vinile, ceniamo con pastasciutta con sugo di verdure ed insalatona. Triplice porzione di pasta e godimento assoluto. Grazie. Grazie. Grazie.

Una volta a casa, carico le foto ed apro la raccolta fotografica 2013: ed ora, vediamo di riempirla.
Un abbraccio a tutti, alla prossima avventura.

Qui le foto 
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