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domenica 3 marzo 2013

Piemp - Pra de la Fam


Domenica sul Garda per me e Dario, alla ricerca di un po' di tepore, di un po' di calduccio primaverile. Gli altri BdB vanno a pedalare a Montisola, che non ci ispira un granché anche se probabilmente ci sbagliamo. Sarà per via del traghetto che si deve prendere? Peccato per il bel gruppone di BdB che ci siamo persi.


Si parte dal porto di Tignale e si imbocca la vecchia strada scavata nella roccia, transitando in gallerie in disuso. Per di qua, in un paese progredito, vi passerebbe sicuramente una pista ciclabile, invece in Italia si lascia che tutto cada a pezzi.


Dario conosce la strada, io no e lo seguo senza far domande né battere ciglio. Si entra in un bellissimo tratto nel bosco che ci conduce verso le bellissime cascate di Aer. Si incomincia a sentire lo scrosciare dell'acqua ed il sentiero incomincia a scendere, gradone dopo gradone, in fondo alla gola.
"Guarda che qui è difficile" vengo avvertito, ma voglio tentare comunque la discesa. Mi va bene per un po', poi la ruota anteriore perde contatto con la roccia, ed io vengo catapultato oltre il sentiero, trovando fortunatamente una pianta a cui aggrapparmi. Sono salvo.
Non c'è da stupirsi poi che le gambe poi, dopo la botta di adrenalina, si mettano a tremare come foglie. La cascata è splendida, un luogo incantato, e pensiamo al sollievo che potrebbero dare le sue fresche acque nei giorni più caldi d'estate. Al momento non siamo nella stagione giusta per le docce fredde.


Superiamo il paese di Tignale ed iniziamo la salita per il Piemp. Seguiamo la strada asfaltata. Una bella strada che sale nel bosco, a tornanti; avrebbero fatto meglio a non asfaltarla, considerando il fatto che serve esclusivamente per collegare il Bivacco di Cima Piemp al paese. Ad un certo punto sul fondo troviamo la neve, ma riusciamo comunque a pedalare fino alla fine della salita. Sembra proprio che il bivacco sia diventato un classico ritrovo per i ragazzi che vogliono passare una serata alternativa. Però non mi aspettavo proprio di vedere tra questi ragazzi un alieno dai capelli verdi dallo sguardo perso.



Inizia la discesa: i primi gradoni e poi diversi tornanti stretti che ci impegnano nella guida. Abbiamo il tempo per riprovarne uno particolarmente ostico dove ci risulta difficile mettere in pratica la manovra del nose press. Ultimamente sto tenendo gli pneumatici gonfiati ad alta pressione e su questo tipo di terreno incomincio ad accusare per la prima volta difficoltà nella tenuta a terra. Probabilmente col fango, la neve, su terreno morbido, il grip rimane comunque buono; ma sui sentieri del Garda si soffre.




Poi arriva il tratto più ostico e pericoloso. In diversi punti del sentiero, una caduta potrebbe risultare decisamente pericolosa, quindi si scende con attenzione e a velocità ridotta. Qui non può mancare l'ispirazione per fare qualche scatto fotografico. Ci si immagina di poter fare chissà che cosa, poi in realtà i risultati sono mediamente deludenti. Solo saltuariamente riusciamo a stupirci con qualche fotografia degna di nota. Siamo fotografi un po' come siamo bikers: ce la caviamo, però i professionisti son capaci di ben altri numeri... così come certi amatori di alto livello.
L'importante è sapersi accontentare, divertirsi e trovare le motivazioni giuste per migliorarsi.

A 12:30 eravamo già di ritorno alle auto, ma il giretto ci ha soddisfatto. Finché la neve non libererà le quote maggiori, dovremo accontentarci, si fa per dire, di questo tipo di sentieri. Il Lago di Garda è ricchissimo di mulattiere, sterrate, sentieri di grande valore escursionistico e di luoghi stupendi e affascinanti. Beati coloro che possono godere di questo spettacolo ogni giorno, aprendo la porta e, inforcata la bici, come per magia si trovano nel paese delle meraviglie.

Spero che dall'altra parte, a Montisola, sia andato tutto bene. Per la prossima occasione, faremo in modo di trovarci tutti insieme in compagnia. A presto.
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