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lunedì 6 maggio 2013

Eridium Tour

Ed eccoci finalmente in MTB con i Bikers di Brescia. Dopo parecchi fine settimana di brutto tempo, dopo aver posticipato diverse volte, il gran giorno è giunto.
È ora dell'Eridium Tour.
Per l'occasione ho preparato delle tabelline con i numeri per tutti i partecipanti, come se fosse una gara, una marathon di all-mountain. Il giro è stato pensato, preparato da orMa: testato nei vari tratti, pianificato con precisione, tracciato meticolosamente. Il Milzo e Fabrylorenz hanno dato il loro prezioso contributo, intervenendo in alcuni punti anche con il seghetto per rimuovere qualche ramo dai sentieri selvatici che andremo ad affrontare quest'oggi.
Sveglia presto per ritrovarsi a Ponte Caffaro prima delle 8 in modo da avere tutta la giornata a disposizione per pedalare. Alla fine del giro ci sarà un banchetto autogestito, per cui mi sono munito di frigo portatile, per tenere in fresca qualche birra e un'insalata che spero i miei amici gradiranno.

Alla partenza però non c'è bisogno di nessun frigo in quanto la temperatura, pur essendo una bellissima giornata, è molto bassa; siamo sopra lo zero di pochi gradi. Purtroppo mentre facciamo l'appello, ci accorgiamo di alcune assenze importati: il presidente Giani non è potuto venire per impegni di lavoro, mentre la coppia bionica Lisabike e Vito è a casa ammalata. Un vero peccato.

Fortunatamente oggi abbiamo l'onore di ospitare una new entry: Luciano da Soncino, che ha deciso di aggregarsi per questo girone attorno al Lago d'Idro. Chissà come si troverà con i BdB; a volte capita che i nostri percorsi selvatici non vengano apprezzati molto dagli altri bikers.
Dopo un tratto di "riscaldamento" in piano, si inizia la salita su asfalto e qua finalmente i muscoli incominciano a lavorare ed il corpo si scalda. Conosco la salita, che arriva al paese di Bondone, poi ad un certo punto, appena superato il ponte che scavalca un torrente, deviamo a destra su una ripida cementata che ci porta nel bosco.


È da questo punto che incomincio a sentire Gianfranco parlare di integratori di sostegno per l'attività fisica intensa... si avvicina il momento della "bomba". Io conoscendo Gfavier, mi metto subito a ridere. Chissà cos'avrà escogitato questa volta.


Seguendo la strada, sempre circondati dal bosco ancora in versione autunnale, saliamo di quota, fino a raggiungere la località "Fienile Berardi". È ora della discesa, ci fermiamo, indossiamo le protezioni, partiamo e dopo pochi metri Bobo ci ferma e ci chiede gentilmente di aspettarlo per permettergli di indossare le protezioni. Ma un attimo prima, cosa aveva fatto il buon Bobo?


La discesa verso Vesta è selvatica, molto scivolosa e parecchio sporca. Io faccio un volo spettacolare e fortunatamente non mi faccio nulla. Per il resto, ci divertiamo come al solito. Siamo di nuovo sul lungolago e raggiungiamo Idro giusto in tempo per bere qualcosa. Intanto Gfavier provvede a riparare la gomma che ha appena pizzicato salendo su un marciapiede. La giornata sta diventando calda e mi bevo volentieri una birra media, sgranocchiando qualche patatina. Oggi finalmente si sente per la prima volta la Primavera.


Dopo la pausa, ci avviamo verso la salita più impegnativa del giro. Ci addentriamo nella selvatica Val Canale e da questo punto in avanti sarà tutto off road. La seconda parte del giro in effetti sarà la più faticosa, la più intensa, ma anche la più ricca di emozioni, quella che mi ha più soddisfatto.
All'interno della valle, la brezza del lago all'improvviso ha smesso di soffiare, e contemporaneamente la forza del sole si è fatta sentire con forza su di noi. È così iniziata la svestizione: levata la maglia a maniche lunghe sono passato a quella a maniche corte. La prima della stagione 2013!
Le rampe possono essere impegnative quanto vuoi, ma quando le devi fare sotto il sole e l'aria ferma, lo diventano ancor di più. È stata dura, ma alla fine siamo tutti giunti allo scollinamento. Gianfranco ad un certo punto ha dovuto attingere nuovamente a delle risorse energetiche in una forma insolita; liquidi in tubetti simili al dentifricio, miscugli di amminoacidi che sulla carta dovrebbero aiutare nei momenti difficili, durante l'attività sportiva. Hanno fatto qualcosa? Mah, sembra poco.

Bellissimo il sentiero che ci riporta sulla strada che sale fino al Baremone. Singletrack molto divertente, a tratti esposto, caratterizzato come tutti i sentieri che i BdB amano, da una estrema selvaticità. Noi portiamo le nostre bici senza farci tanti problemi sul fondo: ghiaioso, roccioso; morbido o duro che sia, noi ci adattiamo alle diverse condizioni. Se la fronda di un ramo basso finisce col frustarci la faccia, incassiamo il colpo e proseguiamo.

Bobo Nomad è presissimo con le fotografie e se il biker non è attento a farsi trovare nella giusta posizione, al momento giusto del click del diaframma, allora son guai. Si viene redarguiti ed invitati insistentemente a ripetere l'azione come si deve. Dopo un po' vien voglia di mandarlo a quel paese, ma quale? Un paese lontano lontano... ah ah

L'atmosfera che si è creata attorno a noi, tra questo gruppo di amici è molto piacevole; un fattore indispensabile per poter vivere serenamente queste escursioni, queste avventure. Gianfranco, pur con il contributo delle sue sostanze rinvigorenti, lamenta una spossatezza, una stanchezza debilitanti e vorrebbe abbandonarci, ritornando per la strada asfaltata al punto di partenza. Noi ci opponiamo e lo invitiamo a tenere duro e a concludere con noi il Tour dell'Eridium. E così farà.

Al bivio con il sentiero che porta al Censo, prendiamo una direzione per me inedita, lungo un sentiero di recente esplorato da Mauro, Milzo, Fabrylorenz. Una bellissima novità che ci ha portato ad incrociare il sentiero che una volta avevamo già percorso durante l'escursione sul Monte Breda. Questa volta percorrremo al contrario il tratto e, altra novità, in compagnia del figlio di Mauro, Simone, che si sta appassionado sempre più alla mountain bike. Così mentre noi portavamo faticosamente le nostre bici lungo il sentiero, con le energie sempre più agli sgoccioli, Simone pedalava con agilità tallonandoci da vicino fino all'imbocco della discesa. A questo punto ci siamo buttati a terra stremati in attesa che arrivassero gli altri per l'ultima parte di questo bellissimo giro.


Una volta al Lago, abbiamo trovato Vito ed Elena ad accoglierci, pur malati. Per noi c'era una bella tavola  imbandita, le birre fresche, la pastasciutta, le frittate, le insalate, il salame... e ci siamo fatti una bella mangiata. Una gran soddisfazione.
Andare in bicicletta serve anche a questo, a far venire un bel po' di appetito, e a sentirsi liberi di riempirsi la pancia, perché si son bruciate un sacco di energie.

Tramontato il sole, caricate le bici in macchina, sparecchiata la tavola, si è tornati tutti a casa con la pancia piena, le gambe stanche, il sale del sudore sulla pelle, le palpebre pesanti e la voglia di una bella dormita. Domani magari no... ma quand'è che si ritorna in bici?

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