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martedì 4 giugno 2013

Tremilzo: una gran festa di compleanno

Non sono un grande amante dei raduni, soprattutto nell'ambiente di montagna, che mi invita più che altro a escursioni "zen" di poche persone. Non a caso l'anno scorso ho saltato l'appuntamento sul Tremalzo per il compleanno dell'amico Milzo. Per l'edizione del 2013  hanno aderito molti BdB e non ho potuto davvero mancare. Per l'occasione ho contribuito sia alla realizzazione della maglia a sorpresa per i partecipanti (made by Biciclista) sia al biglietto regalo per il festeggiato.
La primavera è parecchio in ritardo e il week end prima del giovedì 25 Aprile, sul Tremalzo nevica ancora. Milzo è su con la famiglia per sistemare gli ultimi dettagli.

Giovedì mattina è il nostro turno.
La giornata è bella, ma lassù troveremo sicuramente la neve che ci impedisce di salire lungo il bellissimo percorso sterrato e ci obbliga a ripiegare sulla strada asfaltata. Alcuni partono da Riva del Garda, con un bel pezzo di salita in più; altri, non sentendosi ancora pronti per certi dislivelli impegnativi, optano saggiamente per la partenza da Ledro.

Io ho ben presente le problematiche dei gruppi numerosi, infatti lungo il tragitto da Riva a Ledro, ci si sfilaccia con un'inevitabile allungamento dei tempi. Qualcuno rompe la catena, che aveva resistito a mille abusi, e che il destino voleva si rompesse proprio appena dopo la Strada Ponale.
Altri fanno rifornimenti di acqua e si staccano dalla testa del gruppo. Le rampe poco prima del lago fanno un'ulteriore selezione. Ci si riaggregherà tra saluti e abbracci lungo la pista ciclabile che percorre la Valle fino al Lago d'Ampola. Questi luoghi restituiscono mille ricordi ogni volta che ci si ritrova a percorrerli:

"In quel prato una volta piantammo le tende"
"In questo tratto di pista ciclabile fa sempre un freddo cane, si gela anche d'estate"
"Ti ricordi della discesa dal Tremalzo? Tremavamo dal freddo!"

Era un po' di tempo che non incontravo alcune persone, ed è un vero piacere ritrovarle. Addirittura con noi oggi c'è Claudio, un ragazzo che avevamo conosciuto a Brunico nel 2009 all'inizio della nostra avventura di otto giorni sulle Dolomiti. Il volto infatti non mi era nuovo, ma ho faticato a ricordarmi di lui. Qualcuno mi stringe la mano e mi dice: "...piacere, tu sei il famoso Perse"
Mi vien da ridere, addirittura famoso?

Milzo fa l'appello, ha una lista con i partecipanti e segna i presenti, siamo veramente in tanti e occupiamo un bel tratto di pista ciclabile. Quando vediamo giungere da lontano una bella ciclista però un varco per il suo passaggio si apre magicamente tra di noi.
Il professor Milzo, ci invita a ripartire e gli scolaretti si rimettono più o meno diligentemente in fila verso il Tremalzo. La salita è lunga e piuttosto impegnativa, qualcuno è allenato e riesce a mantenere un'andatura piuttosto sostenuta, altri ingranano il rapportino e con calma iniziano l'ascesa. Non c'è fretta. Si formano diversi gruppetti: io mi trovo con Dario, Vito, Elena, Fabrylorenz, Ernesto, il Lonfo. Più o meno pedaliamo tutti con lo stesso passo, ma ad un certo punto anche noi ci dividiamo. Dario mantiene un ritmo elevatissimo, il Vito pure non scherza, io dopo un po' cedo e mi stacco. Faccio qualche foto come scusa per riposarmi, poi concludo la salita. Il sole scalda bene e una volta al rifugio ci si sistema all'esterno, si occupano diversi tavoli e si incominciano a fare le prime ordinazioni.

Innanzi tutto BIRRA. È necessario reintegrare i liquidi persi, nonché i sali minerali.
Poi la pastasciutta. Abbiamo tutti così fame da mettere completamente da parte le regole del galateo, dimenticandoci dei nostri compagni ancora lungo la salita. Noi iniziamo a mangiare e nel frattempo continuano a sopraggiungere dei bikers. Milzo incomincia a distribuire le maglie commemorative e la festa raggiunge il suo clou: riesco a captare diverse espressioni stupite: l'idea ha avuto successo.

Consegnamo anche il nostro regalo e dal festeggiato arriva una gemma di recitazione "non dovevate... sono commosso..." Con il Milzo il divertimento è assicurato. Arrivano gli ultimi, ma è festa anche per loro e dopo la pasta, ed il caffé, si inizia la seconda parte del giro; quella All Mountain!

Chissà quanti riusciranno ad apprezzare questo tratto del percorso. Noi BdB siamo abituati a certe cose, ma per altri bikers, quello che per noi può essere la normalità, può effettivamente diventare qualcosa di eccessivo, di "oltre". Spero sinceramente di no, perché la festa del Milzo, il TreMilzo, possa effettivamente rimanere tale. Indossate le protezioni, il gruppone, molto simile ad una grossa mandria, si lancia giù dal pendio innevato, in quanto la strada non è praticabile.

Poi la neve lascia il posto al fango e nel bosco ci troviamo a percorrere un tratto molto viscido ed insidioso. Quando poco dopo ci fermiamo per radunarci, ci giunge la notizia di una caduta. Leggo la preoccupazione sul volto di molti dei presenti. Si spera che non sia accaduto nulla di grave e poco dopo, fortunatamente, la vittima dell'incidente ritorna tra le nostre fila, con qualche acciacco in più, ma tutta d'un pezzo. Il tratto di sentiero che seguirà, per me, come per molti altri bikers, sarà una novità, in quanto nelle precedenti occasioni si aveva proseguito la discesa, ignorando un bel sentierino che si dirama ad un certo punto. La traccia è veramente bella, un filo sottile che serpeggia tra creste di roccia, guglie, rimanendo più o meno in quota. Ad un certo punto siamo costretti a spingere la bici, ma il tratto è molto breve. Poi si ritorna sul sentiero che giunge a Bocca Fobia; davvero un classico che mai tramonterà per bellezza e suggestività. Ma questo nuovo tratto in esclusiva per il Tremilzo è una vera chicca.

Al passo mi accorgo di un piccolo taglio nel copertone e decido di inserire una pezza all'interno per evitare di forare. L'operazione si rivelerà davvero poco utile allo scopo. Poco dopo infatti sono fermo con la ruota posteriore a terra. Cambio camera d'aria e riparto.
La giornata fortunatamente è ancora lunga e dopo esserci ricongiunti con la strada che sale a Passo Nota, dopo aver aspettato la coda del gruppo, ci rimettiamo a pedalare per mettere sotto le nostre ruote, gli ultimi chilometri di salita. Al Passo arriviamo tra gli ultimi e dal Rifugio degli Alpini, ad accoglierci ci sono i nostri amici. Facciamo in tempo per rinfrescarci con una bibita e poi ripartiamo verso il sentiero che chiude l'anello. La discesa a tratti è impegnativa, il fondo smosso, pietroso, non è dei miei preferiti. Preferisco le rocce fisse o i terreni compatti; comunque me la cavo anche così, e ovviamente riesco a divertirmi. Ad un certo punto però il mio copertone, in corrispondenza del taglio, cede, e la camera d'aria sotto pressione, vi fuoriesce. Qualcuno mi allunga un paio di grosse fascette per tamponare la falla. L'idea è buona e potrebbe funzionare, senonché ad un certo punto incappo in una pizzicatura. Ho la ruota posteriore a terra, il copertone in brandelli e benché mi offrano camere d'aria per rimediare, non me la sento di accettare. Procedo per un po' a piedi, poi  penso di riempire quel che rimane dello pneumatico con l'erba. È bello riuscire a mantenere una certa dose di spensieratezza, pazzia e voglia di divertirsi anche in situazioni così poco piacevoli.

L'esperimento funziona a metà, poi sarò costretto ad accettare l'aiuto del Milzo, ed una camera da 29" da buttare. La la ruota posteriore operativa, ripartiamo tutti insieme alla volta del Lago di Ledro, ma ad un certo punto sono di nuovo a piedi. Decido quindi di salutare i miei amici, e di aspettare Dario, in auto, al termine del giro.

Io e le gomme che si bucano: una lotta che non avrà mai fine.
Io non sono un grande amante dei raduni, ma il Tremilzo 2013 è stata una gran bella giornata.
Grazie al Milzo e a tutti coloro che con la loro presenza hanno contribuito a rendere questa giornata una vera festa. Grazie anche alle montagne, sempre generose distributrici di emozioni e alla bicicletta, un aggeggio meccanico che metto tra le invenzioni più azzeccate dell'homo sapiens.

Dai che ce n'è ancora tanta strada da fare...

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Tremilzo, un set su Flickr.
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