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lunedì 23 dicembre 2013

Vacanze 2013? Appennini! · Sedicesimo giorno: relax.

Sono al Rifugio Perugia ed oggi ho intenzione di prendermela comoda e di pedalare rilassato, visto che ieri ho avuto una giornata impegnativa. Dopo una abbondante colazione e aver saldato il conto, preparata la bici, mi rimetto in marcia e faccio poche centinaia di metri di asfalto prima di svoltare su una strada sterrata.

Finalmente davanti a me si apre la vista sulla piana di Castelluccio ed è un'emozione forte. Un paesaggio così unico da scombussolare il cervello, da mandarlo in cortocircuito. D'un tratto sono diventato insensibile alla fatica e dopo aver fatto qualche chilometro su un facile stradello, distratto dai continui cambiamenti di visuale sulla valle, non mi lamento quando arriva il momento di scendere dalla bici per un difficile tratto ripido e dissestato. Alcune vacche che sostano presso un abbeveratoio mi guardano incuriosite quando mi vedono arrivare ansimante, spingendo il pesante fardello.

Poi una volta su, diventa tutto molto più facile. Ora sono su singletrack e ho raggiunto una quota ottimale che mi dovrebbe permettere di raggiungere Castelluccio in scioltezza.



Ho intenzione di scattare diverse fotografie per documentare come si deve questo tratto suggestivo del mio viaggio, uno dei punti salienti della mia Traversata Appenninica, raggiunto il quale ci si potrebbe ritenere soddisfatti e rientrare a casa.
Posizionata la macchina fotografica in equilibrio precario su un paletto di legno conficcato in terra, faccio partire il conto alla rovescia e mi rimetto in sella velocemente, proseguendo lungo il sentiero, sperando che l'autoscatto riesca bene subito dai primi tentativi. Soddisfatto del risultato ottenuto, mi rimetto a pedalare quando incrocio dei ragazzi in mountain bike. È una piacevole sorpresa e mi metto a chiacchierare con loro per qualche minuto prima di proseguire verso Castelluccio.


Appena dopo mi fermo ad ammirare alcuni cavalli che corrono liberi per i prati e mi emoziono parecchio di fronte a questa scena. Vedere questi animali in una condizione di "apparente" libertà, sentire la loro forza vibrare nel suolo e nell'aria, mi ha fatto sentire come un piccolo e riverente osservatore del mondo. Nella realtà però l'essere umano ha una parte tutt'altro che piccola e riverente su questo pianeta.

Via! Riparto a tutta velocità e mi verrebbe voglia di "nitrire" con tutte le mie forze per far sentire la mia voce fin giù nella valle. Il sentiero si immette su una sterrata larga che scende verso la piana, diretta proprio verso l'abitato di Castelluccio. Una signora che ha perso il passo del marito e si sta soffermando con lo sguardo sul panorama circostante, mi illustra brevemente la scena che abbiamo di fronte. Mi racconta del momento della fioritura, di quando la piana di Castelluccio risulta all'apice della bellezza, tra Maggio e Giugno. Farò il possibile per venirla ad ammirare al più presto.




La versione estiva della piana è comunque incredibilmente bella e le poche nuvole nel cielo disegnano delle splendide macchie d'ombra sui prati dorati.
Scendo verso il paese che brulica di un certo numero di turisti. Trovo un posto dove legare la bici e visto che è l'ora di pranzo, provo a cercare posto all'Osteria Lu Soccio. Sono da solo e fortunatamente riesco a sedermi immediatamente, mentre un sacco di persone sono in attesa di mettersi a tavola. Oltre ad avere una fame micidiale, ho voglia di togliermi qualche sfizio di dosso ed ordino diverse pietanze senza badare a spese. Pappardelle al tartufo come primo, insalata di farro e ricotta alla griglia con cicoria come secondo. Ordino anche della birra artigianale in bottiglia, davvero molto buona che mi tiene compagnia sia in attesa delle portate che durante il pasto. Prendo anche un dolce a base di ricotta, con miele, cannella e mandorle tritate, prima di terminare con un buon caffé. Spendo di più rispetto a quanto sono abituato, ma esco dal locale soddisfatto e contento. Mi sono riempito la pancia ma non è mia intenzione proseguire in bici per troppe ore, bensì fermarmi appena possibile in un altro rifugio per un po' di riposo.

Scendo così dal paese, che si trova in una posizione sopraelevata rispetto alla piana, e continuo il mio tour attorno questo luogo incantevole, superando i pendii sottostanti al Monte Vettore e risalendo su asfalto fino alla Forca di Presta. Una volta su, si trovano parecchie auto parcheggiate presso il Rifugio Giacomini, da dove parte il sentiero per l'ascesa al Monte Vettore. Potrei fermarmi anche qua, ma visto il casino di auto, decido di proseguire ancora un po'. La sterrata che sto percorrendo è bellissima anche se ho perso la visuale sulla piana sottostante. Ad un tratto però, dopo aver deviato su sentiero, mi ritrovo nuovamente in una posizione con vista panoramica incredibile. È giunto il momento di un altro autoscatto.


Respiro ancora un po' di quest'aria buona, mi sdraio al sole e mi rilasso qualche minuto prima di ripartire. La mia giornata pedalatoria termina poco dopo, presso il Rifugio Colle le Cese, presso cui mi fermo e decido di alloggiare. Sono a poca distanza da Forca Canapine, prossimo al punto di partenza di stamattina. In questa giornata di vera vacanza cicloturistica (non come i giorni precedenti), ho fatto circa 30 Km di strada, e pur con un magro bottino di chilometri percorsi, ho  dentro di me una gran soddisfazione per aver esplorato con la mia Surly Ogre questi luoghi magnifici ed unici. Son felice del fatto che in Italia si trovino delle meraviglie così.

Ed ora, relax.
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