Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF

martedì 13 maggio 2014

Tuscany Trail_2014_1° giorno

Non si sa più cosa proporre ai ciclisti; annoiati, stressati dal lavoro, dalla famiglia e dalla vita frenetica di tutti i giorni, sentono il bisogno di evadere e lanciarsi all'avventura. Probabilmente l'ultimo modello di fatbike è già lì nel tuo garage da diversi mesi, vivi lontano dal circolo polare artico e per l'Iditarod bisogna aspettare fino all'anno prossimo. Magari hai tutte le borse Revelate Design, un armadio colmo di attrezzatura ultralight, ma il Tour Divide è ancora troppo impegnativo e fuori dalla tua portata? In tuo soccorso giunge Andrea Borchi con il Tuscany Trail.
Il nome in inglese non può di certo mancare, perché l'orgoglio per le cose nostrane l'abbiamo perso ormai da tempo ed ora siamo nell'epoca dell'esterofilia.
Il Tuscany Trail non è una gara, ma una avventura senza supporto (unsupported bicycle adventure), una prova contro se stessi; però gli altri ci sono, e partono dalla Piazza degli Aranci di Massa con te, ed alla fine verrà segnato il tempo di arrivo. Quindi è una gara?! Una gara camuffata da avventura?
Bah, sono un po' confuso; a me le gare non piacciono un granché.

Con gli amici Lobos, col sopraggiungere della nuova stagione, si era pensato di fare un viaggio insieme, sullo stile della trasferta Verona-Cremona-Finale Ligure del 2013. Così spunta l'idea di partecipare al Tuscany Trail e vengono raccolte diverse adesioni all'interno del gruppo di amici. Man mano che ci si avvicina alla data della partenza, il 1 Maggio, l'euforia aumenta, mischiata ad un po' di agitazione per la preparazione delle borse da bike packing, con un attento esame dell'attrezzatura da portare per il viaggio in autonomia. Ad una settimana dal via ci viene inviata tramite email la traccia del percorso e si inizia ad abbozzare una suddivisione delle tappe, cercando di tenere in considerazione le nostre capacità, i chilometraggi, il dislivello...etc
I giorni di ferie, tenendo conto del ponte, sono solo quattro e lunedì, in teoria, si dovrebbe ritornare al lavoro, ma questo significherebbe coprire in una giornata all'incirca 150Km di strade e sentieri di montagna e collina. Immagino fin da subito che sarà facile sforare con i giorni di vacanza, sempre che non si decida di fermarsi anzitempo.

Io avrei preferito fare un viaggio più classico, ma anche l'idea di prendere parte a questo evento "organizzato" non mi dispiace; la cosa importante è pedalare nella bella Toscana, in compagnia degli amici. Come attrezzarsi? Con le bici ho l'imbarazzo della scelta, ma alla fine decido di utilizzare la Singular Peregrine, preparata con le gomme da 1.8, in modalità "monster cross". Sì perché dopo le Alpi Apuane, il percorso in teoria dovrebbe essere più collinare e meno cattivo, quindi una bici scorrevole su sterrate di ghiaia e asfaltate dovrebbe essere ideale.
Dopo il carico estremo del mio viaggio estivo lungo la dorsale Appenninica, per questa occasione voglio ridurre la mia attrezzatura al minimo, cercando di limitare il più possibile il peso della mia bici. Nella sacca anteriore fissata al manubrio ho tenda, materassino, sacco a pelo, in modo da essere pronti nell'evenienza di una notte all'addiaccio.
Io sono quello della collezione di borse Revelate Design, e nel Gas Tank tengo cellulare, portafogli e le barrette, nel Tangle Bag fissato all'interno del triangolo del telaio ho disposto l'antiacqua, una camera d'aria, e l'attrezzatura che deve essere reperibile il più velocemente possibile, mentre nella sacca posteriore fissata alla sella tengo il vestiario.
Una maglietta in lycra firmata "Singular" che utilizzerò per l'intero viaggio, un paio di pantaloncini biciclista, due maglie di lana merino (maniche lunghe e maniche corte), una maglia maniche lunghe contro la frescura, un paio di pantaloni lunghi per la sera, una maglia di cotone per andare a letto, mutande, e un paio di pantaloncini corti con relativo fondello. Servono batterie stilo sufficienti per diversi giorni di autonomia col GPS e una luce per eventuali raid notturni. Alla partenza, le bici vengono soppesate e la mia è la più pesante del gruppo; c'è qualcosa che non mi torna e sono sicuro che questa volta non è il bagaglio ad appesantirmi.

Mercoledì è la giornata dedicata al viaggio in treno. Parto da Cremona alle 10 circa (il treno è in ritardo) e all'ora di pranzo sono a Massa. Mangio focaccia, bevo birre e giro per la città per far passare il pomeriggio e finalmente col sopraggiungere della sera, arrivano anche gli altri partecipanti all'evento, che passeranno la notte in una palestra del centro di atletica di Massa per partire belli freschi e riposati l'indomani. Dei Lobos giungono Andrea Compri (il Baffo), Paolo Bertelli, Michele Pigozzi (il Pigo), Martino Vincenzi e Daniele Dalla Valle. Scaricano una macchina tra bici e attrezzatura varia. Il Baffo dovrà fare la dialisi tutte le sere, dopo la giornata in bici, per cui in auto ci sono le sacche di liquido e la macchina per la dialisi. Martino invece ha con se un bel po' di attrezzatura video professionale per riprendere le gesta dei ciclisti di questa prima edizione del Tuscany Trail, e soprattutto filmare l'avventura del Baffo eroico. Dopo la bella serata in pizzeria, si va tutti a letto, ma in balia dei russatori non è facile riposare ed ho dimenticato i tappi a casa.

La mattina successiva arrivano anche Tarantola ed il Conte a completare il gruppo di Lobos che pedalerà unito verso Capalbio. Nel cielo ci sono un po' di nuvole, ma le previsioni dicono che il brutto tempo arriverà venerdì. Nella Piazza degli Aranci, al via sono presenti almeno 80 persone, ma prima di tutto bisogna pensare alla colazione, per cui il bar/pasticceria della piazza viene preso d'assalto. La partenza avviene intorno alle 8:30. Conosco diversi bikers, tra cui l'amica Ausilia, NonnoCarb, Turbo, che sicuramente spiccheranno per prestazioni eccellenti, ma stiamo parlando di ultraumani.
Paolo Bertelli, Pigozzi ed Andrea Compri faranno l'intero viaggio con la loro bici monorapporto; è una scelta drastica, ma che condivido e apprezzo, avendola utilizzata con soddisfazione in diverse occasioni. L'unico problema è la pianura, dove il monorapporto impostato agile per la salita, di certo non aiuta a coprire velocemente le distanze dei "drittoni".

Si parte ed è subito salita. Il gruppone iniziale, immortalato in piazza davanti al Palazzo Ducale, rapidamente si sgrana, e noi, tra una foto, una pausa barretta ed una sosta per riprendere fiato, siamo già nelle retrovie. Man mano che si sale di quota poi, ci son sempre meno auto a chiederci strada, così che possiamo occupare la carreggiata e chiacchierare affiancati in santa pace.
Superata la galleria del Passo del Vestito, si fa una deviazione strategica al rifugio/ristorante appena sotto per bere un caffè e farsi fare un panino farcito. Quando vediamo i grossi contenitori in vetro contenenti vari tipi di sottoli e sottaceti, non resistiamo e ne ordiniamo una porzione in una vaschetta "ermetica". Un'idea geniale, tant'è che dopo pochi minuti ritrovo il Pigo con in mano il sacchetto di plastica dei sottoli, all'interno del quale si è formata una inquietante bolla di liquido oleoso.
Vuol dire che è l'ora del panino. Mentre la maggior parte dei bikers pensa a pedalare o comunque ad avanzare sul fondo smosso del sentiero della cava di marmo, io mi fermo a divorarlo, e al suo interno metto qualche cipollina acidula, e qualche funghetto allucinogeno. Il Pigo mi fa compagnia, mentre Tarantola fotografa la nostra fame disumana.



Quando riprendiamo a pedalare per ritrovare i nostri amici, riusciamo a percorrere poca strada, prima di incontrare un importante sbarramento costituito da enormi blocchi di pietra. Occorre sollevare le bici di peso e con il carico di bagagli fissato ai telai delle stesse, l'operazione richiede un certo impegno. Ci si aiuta a vicenda nel superamento di questa barriera e poi finalmente si prosegue in sella. Le Apuane offrono degli scenari davvero epici e cerco di immortalare i miei amici intanto che il sole riesce ancora a mostrarsi tra le innumerevoli nubi, e ad esaltare i contrasti cromatici tra il verde della vegetazione ed il bianco grigiastro della roccia.



Dobbiamo percorrere qualche breve tratto di salita a piedi per via del fondo particolarmente smosso, ma l'euforia di trovarci in questi bellissimi posti, lungo il Tuscany Trail, non ci fa sentire la fatica.
Si presenta anche l'occasione per sorridere, durante l'attraversamento di un tornello. Siccome non è sufficientemente difficoltoso passare con le bici cariche delle ingombranti borse, Paolo mi viene in aiuto passandomi un mattone. Io sto allo scherzo e me lo metto tra il mento ed il torace intanto che faccio girare la bici tra le sbarre, come se fosse una prova di giochi senza frontiere. Si ride come matti, ed è bellissimo.

Quando arriva la discesa, su asfalto, incominciano i duelli, il gioco di scie, si ricerca la posizione più aerodinamica, si disegnano traiettorie, si urla di gioia come dei folli. Quando ci fermiamo ad un bivio ad aspettare gli altri, dal ristorante escono dei ragazzi che ci invitano a sederci a tavola per un piatto di pasta; ma abbiamo i panini e decidiamo di fare una pausa un po' più rapida. Tarantola va a prendersi una lattina di coca-cola, ma poi la fa esplodere a terra e quindi ne deve acquistare una seconda. Mentre aspettiamo sopraggiunge un furgoncino che affronta la curva in sbandata controllata e per un attimo ci guardiamo allibiti in silenzio prima di scoppiare a ridere in un boato d'entusiasmo.

Dopo il panino si riprende a salire. Il cielo si è scurito ma al momento non piove. Le strade sono molto tranquille, così come i paesini che attraversiamo, molto carini nel loro isolamento, caratterizzati da strutture ricche di fascino come mulini e ponti a schiena d'asino. Mi incazzo con uno che mi fa il pelo in auto, ma è un caso isolato, uno stupido che non si rende conto di quello che fa mentre è alla guida.

Dopo uno strappo piuttosto ripido si giunge ad una sorgente, ed in questo punto due ragazzi si stanno preparando un risotto con la loro attrezzatura da campeggio. Dei veri bikepackers completamente autonomi, ma con l'handicap di un certo peso in più da portare. È il bello di questo Tuscany Trail; ognuno interpreta il viaggio come vuole, e ci si può trovare il personaggio che viaggia completamente scarico con una bici da ciclocross ultralight, e il bici-campeggiatore alle prese col fornellino ed il risotto in busta con zafferano e porcini.

Arriva la scena epica della giornata: dopo un tratto ripido di salita, inizia un single track nel bosco, siamo saliti di quota e vicini alle nuvole grige. Il Baffo parte deciso e ad un bivio dubbio, scende a destra, entrando con decisione in un agriturismo, inoltrandosi senza timore tra i tavoli degli ospiti che stavano pranzando. Quando arrivo io, noto un certo nervosismo da parte della proprietaria del locale, e non capendone il motivo, mi lamento della scortesia della signora, insistendo perché si rinunci alla "birra" e si prosegua, sulla retta via ovviamente. Il Baffo fa finta di nulla, ma la GoPro che ha sul casco, ha ripreso tutta la scena. Baffo, non si fa così; sei tremendo, abbiamo le prove, sei colpevole.

Il sentiero a questo punto diventa a tratti tecnico ed ostico, costringendoci a percorrere brevi tratti a piedi, ma il bosco è splendido, oserei dire fatato.



Raggiungiamo due ciclisti con mountain bike stracariche che si trovano in grossa difficoltà nel superamento dei tratti a piedi, e giungono alle mie orecchie le loro lamentele: "questo non è andare in bici!!!". Sì, indubbiamente non siamo comodamente seduti sulle nostre bici, lungo una pista ciclabile, ma il Tuscany Trail, è un'avventura, e durante un'avventura capita di fare qualcosa di un po' più difficoltoso del solito; capita. La mia bici per fortuna non è troppo pesante da portare e non mi trovo in difficoltà neppure nel tratto più alpinistico di tutto il giro, superato il quale, arriverà il momento di scendere.



Purtroppo il panorama non c'è, a causa della nuvola che ci circonda e che ci limita completamente la visuale. Vediamo le rocce che ci apprestiamo a calpestare e poco più. Malgrado ciò, questi passaggi "alpini" sono tra i miei preferiti. Dopo lo scollinamento ed un breve tratto di discesa sterrata, giungiamo al Rifugio Matanna dove entriamo per trovare un po' di ristoro. Alcuni bikers ripartono proprio nel momento in cui noi arriviamo, lasciandoci libero il posto per sederci ed ordinare del té caldo; ma io rimango fedele alla birra, e quando poco dopo viene nominata la pasta al pomodoro, non ci lasciamo sfuggire l'occasione, per ordinarne una porzione anche per noi. Una goduria immensa che ci rinfranca, ci fa ritrovare le forze per continuare ancora un po'...


In discesa non è difficile; basta mollare i freni e farsi trasportare dall'entusiasmo. In una Newton race, non si può pedalare e bisogna rimanere concentrati per destreggiarsi al meglio curva dopo curva, e appiattirsi meglio che si può nei rettilinei. Se ogni tanto si sente urlare "PANDA!", è Paolo che ha scovato in qualche cantone il vecchio modello 4x4 della Fiat. Magari è sgangherata, vecchiotta, e stilisticamente antiquata, ma è diffusissima, simpatica e fa guadagnare un sacco di punti a chi riesce a trovarne una per primo. Paolo in questo è un vero professionista, ma durante questo Tuscany Trail, se ne vedranno delle belle.

Giungiamo fino a valle quando inizia a piovere e a Bagni di Lucca la pioggia diventa intensa. A questo punto decidiamo che per oggi può bastare e Paolo inizia a cercare un posto dove fermarsi, un albergo non troppo dispendioso sarebbe l'ideale e tramite l'applicazione Booking viene individuato un alberghetto proprio in paese.  Il luogo è carino, le bici sono al protetto in una rimessa, abbiamo le nostre camere e ci si può fare la doccia calda. Ok, non saremo dei veri avventurieri, magari non siamo dei veri duri, ma chi ce lo fa fare di spaccarci in due, con queste condizioni meteo poi?

Abbiamo pedalato per più di 80Km e superato un dislivello di 2400mt, mica bruscolini! Qualcuno oltrettutto l'ha fatto in single speed. Per cena rimaniamo nello stesso albergo e la nostra tavolata è allegra e spensierata; l'unica preoccupazione è quella di riempire la pancia, perché la fame è davvero tanta. In nostra compagnia ci sono Michele e Raffaele, due bikers molto simpatici che hanno trovato nei Lobos dei validi compagni di merenda. Purtroppo le porzioni non sono abbondantissime e tra una portata e l'altra c'è da aspettare parecchio; sembra la cena di un matrimonio. Per il dolce poi l'attesa diventa snervante, ma a parte questo, si è mangiato bene. Poi tutti a letto, per recuperare le forze e ripensare alle emozioni della giornata appena trascorsa; un breve lasso di tempo, poco prima di cadere nel sonno profondo.

Domani si prosegue e penso che, fatto così, questo Tuscany Trail sia proprio una figata.
PANDA!
Posta un commento